Caroline, Largo Venue, Roma – Live Report :: OndaRock

Sferzata da un sadico vento nordico, la nuova primavera romana è in ritardo, come molti spettatori al Largo Venue di Via Prenestina. Ma la serata è di quelle imperdibili, perché da Londra arrivano i Caroline, a nemmeno un anno dalla pubblicazione dello stupefacente “Caroline 2”. Acclamato dalla critica per la sua capacità di sciogliere magicamente i contrasti più feroci, l’ultimo lavoro della giovane band inglese viene portato in Italia con tre date tra Roma, Bologna e Milano, scatenando l’euforia tra chi è già fan e chi vuole semplicemente scoprire dal vivo questo collettivo di musicisti tra la follia e l’impavido coraggio artistico.
Passate le 21, il gruppo si posiziona a semicerchio sul palco del Largo Venue, come in un rito musicale in cui gli strumentisti possono guardarsi negli occhi e formare come una bolla di suono. Si parte con la delicatezza eterea di “Song Two”, tra chitarre neo-folk e prime dissonanze scatenate dal violino da camera. Il concerto vive di momenti di squarciante bellezza, come ad esempio in “U R UR ONLY ACHING”, che si sviluppa in una coda ipnotica e infinita ai confini dello shoegaze più malinconico. Gli accordi di chitarra che introducono “Dark Blue” sono di quelli che strappano le lacrime sul viso, mentre il violino sale in crescendo in un’ambientazione che non stonerebbe in un film in bianco e nero di Alexander Payne. Applausi scroscianti, mentre la band ringrazia il pubblico in un italiano perfetto.
Dalla nenia corale “When I Get Home” al crescendo di “Tell Me I Never Knew That”, i Caroline mettono in scena uno spettacolo orchestrale, una colonna sonora capace di attraversare lo spazio-tempo, tra terribili momenti noise e aperture atmosferiche, come in “Beautiful Ending”.
Il gruppo regala ovviamente ampio spazio all’ultimo disco, continuando con l’incedere per chitarre velvettiane di “Two Riders Down” prima di annunciare il coraggioso esperimento “Coldplay Cover”, raccontando al pubblico la genesi di un brano registrato in due ambienti separati a mixare due canzoni distinte.
A far calare il sipario è “Total Euphoria”, che si sviluppa in un vortice tra richiami jazzy, chitarre folk e archi impazziti.
Dopo oltre un’ora di concerto, i Caroline dimostrano anche dal vivo la loro capacità naturale di disegnare scenari musicali di grande raffinatezza e potente carica emotiva.



