Ambiente

Carlo Cracco, la cucina patrimonio culturale trasmesso tra maestri e allievi – In breve

“La storia della cucina dimostra
un principio molto chiaro: l’innovazione non nasce mai in modo
isolato, ma dall’incontro tra esperienza e futuro. Ogni
generazione costruisce il proprio percorso a partire dalle basi
lasciate da chi l’ha preceduta. È proprio in questo dialogo
continuo tra maestri – o, potremmo dire, mentori – e allievi,
tra organizzazione e creatività, tra memoria e cambiamento, che
riconosco la vera forza della cultura gastronomica: una
autentica alleanza fra generazioni”. Sono le parole con cui lo
chef Carlo Cracco ha concluso il suo intervento al Dies
Academicus della sede di Piacenza-Cremona dell’Università
Cattolica.

   
“La cucina non rappresenta soltanto un insieme di tecniche o
l’espressione di una creatività individuale – ha detto nella sua
prolusione Cracco – è soprattutto un patrimonio culturale che si
sviluppa e si arricchisce grazie alla trasmissione di
conoscenze, esperienze e valori tra maestri e allievi”.

   
A inizio prolusione chef Cracco ha omaggiato il suo maestro e
mentore: “Visto che la tematica di questa giornata è ‘alleanza
tra generazioni’ – ha esordito – ritengo che uno degli esempi
più significativi di questa è rappresentato dal maestro
Gualtiero Marchesi”. “La sua figura rappresenta, a mio avviso,
non soltanto quella di un grande cuoco, ma anche quella di un
maestro capace di formare e ispirare intere generazioni di
professionisti. Molti chef delle generazioni successive sono
stati suoi allievi o hanno trovato nel suo lavoro una fonte di
ispirazione, continuando a sviluppare e reinterpretare gli
insegnamenti ricevuti”, ha detto.

   

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