Carceri al limite, la mossa dei direttori: un architetto per vigilare su strutture e sicurezza
TRIESTE.news
6 agosto 2026 – ore 12:30 – Giovanni Rempiccia, architetto e direttore della Casa circondariale di Vercelli, è stato nominato consigliere nazionale del Coordinamento della dirigenza penitenziaria della FSI-USAE. L’annuncio è contenuto in un comunicato firmato dal coordinatore nazionale Enrico Sbriglia. A Rempiccia è stato affidato il mandato di occuparsi, principalmente sul piano sindacale, delle questioni riguardanti la sicurezza dei luoghi di lavoro e la vigilanza sulle strutture penitenziarie, con l’obiettivo di supportare e orientare l’azione dei direttori degli istituti. Secondo il Coordinamento, questi ultimi continuano a operare in una situazione caratterizzata da gravi criticità strutturali e architettoniche. «È la prima volta assoluta che un sindacato della dirigenza penitenziaria affida a un architetto, che è anche direttore, un’incombenza così importante», afferma la FSI-USAE. Il nuovo consigliere dovrà proporre al sindacato «soluzioni concrete, cantierabili e percorribili», da portare nel confronto con l’amministrazione pubblica. Rempiccia svolge da tempo le funzioni di capo d’istituto a Vercelli, una realtà che il sindacato definisce difficile e segnata da carenze strutturali denunciate negli anni. La scelta della FSI-USAE punta quindi a mettere a disposizione del Coordinamento le sue competenze professionali, sia nella gestione penitenziaria sia in ambito architettonico.
La nomina si inserisce nella più ampia richiesta avanzata dal sindacato di aprire un confronto tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria e le organizzazioni sindacali della dirigenza. La FSI-USAE denuncia un progressivo peggioramento delle condizioni delle carceri italiane e sostiene che molte criticità, se affrontate tempestivamente, avrebbero potuto essere risolte attraverso interventi di manutenzione ordinaria. Nel documento vengono richiamati i casi del carcere di Sollicciano, a Firenze, dove un sequestro giudiziario ha interessato sette sezioni, e della Dozza di Bologna, dove la mancanza d’acqua durante l’estate ha provocato proteste e incendi appiccati dai detenuti. Per il Coordinamento si tratta delle manifestazioni più evidenti di un sistema attraversato da inefficienze e ritardi. Il sindacato sostiene inoltre che i 187 direttori responsabili degli istituti non possano essere lasciati soli nel confronto con il ministero delle Infrastrutture, il Dap e il commissario straordinario, soprattutto perché saranno proprio loro a dover dirigere le strutture realizzate o riqualificate. La FSI-USAE formalizzerà quindi una richiesta d’incontro con il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria, per conoscere lo stato reale degli interventi e il cronoprogramma delle opere e delle scadenze. Il Coordinamento chiede anche di sapere quali misure strutturali, organizzative e di rafforzamento degli organici siano previste nel prossimo triennio. Tra i temi indicati figurano la sicurezza del personale, l’aumento della capienza degli spazi destinati ai detenuti in regime di semilibertà o ammessi al lavoro esterno e la situazione degli alloggi collettivi e di servizio, descritti in diversi casi come inadeguati, malmessi o assenti. La sigla auspica infine un’interlocuzione diretta con il commissario straordinario Marco Doglio e chiede al Governo di prendere in considerazione il contributo tecnico e professionale che la dirigenza penitenziaria ritiene di poter offrire sul territorio nazionale.
Articolo di Francesco Viviani
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