Piemonte

Candidatura aperta per il Servizio civile alla biblioteca dell’Abbazia di Novalesa  – Torino Oggi


Tra scaffali antichi e sentieri di montagna, c’è un modo diverso di vivere il Servizio civile: lavorare in una biblioteca storica, a contatto con libri secolari, moderni visitatori, immersi nel paesaggio di montagna. Succede all’Abbazia di Novalesa, in Valle di Susa, dove il progetto “Storie connesse”, inserito nel Servizio civile universale, propone un’esperienza che unisce patrimonio culturale, natura e vita comunitaria.

Le iscrizioni al Servizio civile universale restano aperte fino all’8 aprile e riguardano diversi progetti sul territorio metropolitano e nazionale.

L’impegno previsto è di 25 ore settimanali, con un assegno mensile di 507,30 euro. Tra le sedi disponibili, l’Abbazia rappresenta una proposta particolare: collocata in un contesto montano appartato, è un luogo vivo, abitato da una piccola comunità monastica e frequentato ogni anno da circa seimila visitatori.

Proprio per facilitare la partecipazione, il Priore e la comunità monastica hanno dato disponibilità ad offrire vitto e alloggio nella foresteria: una possibilità non prevista ordinariamente nei progetti, che rende ancora più particolare l’esperienza proposta all’Abbazia.

 

ll progetto non è pensato come un’attività di sola gestione libraria.Al  centro c’è la valorizzazione del patrimonio dell’Abbazia, fondata nel 726 dove si sta celebrando il 1300^ anniversario della fondazione. La biblioteca dell’Abbazia (citata anche da Umberto Eco nel “Il nome della rosa” ) fu una delle più importanti e splendide dell’antico Piemonte, in pieno fulgore già nel IX secolo, circa un secolo dopo la fondazione del monastero. Dopo secoli di dispersione del patrimonio originario, la biblioteca è stata ricostituita a partire dal 1973 e ristrutturata lo scorso anno, tornando progressivamente a essere uno spazio di conservazione, studio e valorizzazione della memoria del sito e del territorio.

 

L’obiettivo del progetto di Servizio civile è rendere questo patrimonio più accessibile e condiviso, collegando biblioteca, museo, spazi espositivi e percorsi di visita. Non quindi un’attività da topo di biblioteca, ma un lavoro trasversale di mediazione culturale e di contatto con il pubblico.

 

La candidatura aperta prevede attività diverse: accoglienza e accompagnamento dei visitatori, supporto alle visite guidate e ai laboratori, ricerca e divulgazione dei contenuti tratti dal patrimonio librario e archivistico, creazione di materiali comunicativi e didattici, supporto alle attività museali e promozionali. Un’esperienza che richiede curiosità e capacità relazionali, più che competenze specialistiche, e che si inserisce in una rete più ampia di biblioteche del sistema della Valle di Susa. 

 

Il progetto “Storie connesse” nasce infatti per rafforzare il ruolo delle biblioteche valsusine come presìdi culturali attivi, capaci di offrire non solo accesso a libri e documentazione, ma anche occasioni di partecipazione, socializzazione e cittadinanza attiva. In un contesto in cui le disuguaglianze culturali e digitali si fanno più evidenti, soprattutto nelle aree montane, il progetto punta a rendere la cultura più accessibile anche attraverso il potenziamento dei servizi online, l’alfabetizzazione digitale, la valorizzazione delle raccolte storiche e la promozione della lettura.




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