Veneto

«Caldo torrido, occorrono interventi concreti per evitare ulteriori morti sul lavoro»


La Cgil di Treviso esprime profondo cordoglio e vicinanza ai familiari, ai colleghi e agli amici di George Alexandrescu, il lavoratore di 45 anni residente a Campo San Martino, deceduto questa mattina 8 giugno, mentre era impegnato in un cantiere edile a Castello di Godego. «Nel rispetto del lavoro delle autorità competenti e in attesa che vengano completati gli accertamenti sulle cause del decesso – hanno detto i vertici della sigla sindacale della Marca – si ritiene necessario richiamare l’attenzione sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni morte che avviene durante l’attività lavorativa rappresenta una ferita per l’intera comunità e impone una riflessione sulle condizioni in cui operano quotidianamente lavoratrici e lavoratori. In particolare, nei settori caratterizzati da elevato impegno fisico e da una significativa esposizione agli agenti atmosferici, la tutela della salute deve costituire un elemento centrale dell’organizzazione del lavoro».

E ancora: «Le sempre più frequenti ondate di calore legate ai cambiamenti climatici obbligano inoltre interventi concreti e tempestivi per proteggere chi lavora all’aperto e nei luoghi di lavoro maggiormente esposti alle alte temperature. Proprio nelle scorse settimane la Cgil Veneto ha espresso forti perplessità sul protocollo regionale per la gestione del rischio calore, ritenendo insufficienti le misure proposte e ribadendo la necessità di strumenti più efficaci di prevenzione, a partire dalla definizione di fasce orarie di sospensione delle attività nei momenti di maggiore rischio, dal rafforzamento della contrattazione e dall’adozione di misure straordinarie in presenza di temperature estreme».

La Cgil di Treviso attraverso Sara Pasqualin ha concluso: «Si ribadisce ancora una volta la necessità di rafforzare la prevenzione, la sorveglianza sanitaria, la formazione e tutte le misure utili a garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose. La salute e la sicurezza non possono essere considerate un costo, ma devono rappresentare una priorità assoluta per imprese, istituzioni e sistema dei controlli. Di fronte all’aumento dei rischi legati alle temperature elevate non bastano richiami formali agli obblighi di legge: servono interventi concreti, dispositivi adeguati, controlli efficaci e una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti».


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