Calcit, un bioimpedenziometro per la struttura di Nutrizione clinica del San Donato
Un bioimpedenziometro per valutare la composizione corporea e il conseguente stato nutrizionale del paziente oncologico. Il dispositivo, del valore di quasi 10 mila euro, è stato donato da Calcit Arezzo alla Nutrizione clinica del San Donato e presentato stamani, martedì 8 settembre, all’interno della biblioteca del presidio ospedaliero aretino alla presenza del dottor Rocco Zocco, direttore Uosd Nutrizione clinica Area est Asl Toscana sud est, la dottoressa Gloria Turi Uosd Setting e promozione della salute, Giancarlo Sassoli presidente Calcit di Arezzo e i professionisti alla Uosd Nutrizione clinica area est.
Il bioimpedenziometro è uno strumento utilizzato per la valutazione della composizione corporea attraverso la rilevazione di una serie di parametri che, vengono poi analizzati ed elaborati da un apposito sotfware: l’analisi permette di ottenere informazioni, sia quantitative che qualitative, sullo stato di idratazione (percentuale di acqua intra ed extra cellulare) e sulla ripartizione in massa grassa e in massa magra, che rappresenta la componente metabolicamente attiva.

“È fondamentale che l’intervento del Nutrizionista sul paziente oncologico avvenga – spiega la dottoressa Daniela Tozzuoli, biologa nutrizionista della Uosd Nutrizione Clinica – nelle prime fasi della diagnosi per prevenire l’instaurarsi precoce della cachessia neoplastica, una grave sindrome metabolica associata al cancro, caratterizzata da una perdita involontaria e progressiva di peso, di massa muscolare e tessuto adiposo che non si può correggere solo con la normale alimentazione. L’impiego del bioimpedenziometro, in fase diagnostica e nelle successive fasi del percorso terapeutico, permette di rilevare ad ogni step parametri specifici che danno informazioni sulla modifica della stato nutrizionale del paziente”.
“In particolare – aggiungono il dottor Daniele Rapini e la dottoressa Elena Chiarini, dietisti della Uosd Setting e promozione della Salute – una variazione della massa magra permetterà di intervenire con consigli dietetici mirati o con l’inserimento nel piano dietetico di alimenti a fini medici speciali. Una variazione dello stato di idratazione in termini di incremento dell’acqua extracellulare può dare informazioni sullo sviluppo di ascite (accumulo anomalo di liquido all’interno della cavità addominale) o di catabolismo proteico».
“Ringraziamo il Calcit e il suo presidente Giancarlo Sassoli per la sensibilità mostrata verso la nostra struttura – dichiarano il dottor Zocco e la dottoressa Turi -. Un ringraziamento sentito va anche ai tanti cittadini che rispondono alle iniziative promosse da Calcit a favore del nostro ospedale, dimostrando fiducia verso il lavoro svolto ogni giorno dagli operatori sanitari che si prendono cura di chi ha bisogno di assistenza. Questa strumentazione si aggiunge alle nostre dotazioni permettendoci di offrire cure adeguate alle esigenze dei nostri pazienti”.
“Il mio ringraziamento – conclude Giancarlo Sassoli – va ai cittadini che ancora una volta hanno scelto di affidarsi al Calcit per finanziare questo dispositivo. L’acquisto dello strumento è stato interamente finanziato grazie alla raccolta in occasione del torneo di calcio ‘Memorial Nardin'”.
“Sport, memoria e solidarietà. Sono questi i valori che dal 2021 animano l’attività dell’associazione Aldo Nardin, organizzatrice del Memorial Aldo Nardin, e che oggi – si legge in una nota – si traducono in un importante gesto concreto a favore dell’Ospedale San Donato di Arezzo. Grazie alle iniziative conviviali organizzate nel corso dell’anno e alla raccolta fondi legata soprattutto al Memorial, l’associazione è riuscita a raccogliere circa 10.000 euro, destinati, in collaborazione con il Calcit, all’acquisto del Nutrilab Pro. Lo strumento, il cui acquisto è stato fortemente consigliato dal Calcit stesso, viene utilizzato anche in ambito oncologico per migliorare il supporto nutrizionale dei pazienti. L’attività dell’associazione Aldo Nardin è sempre stata supportata dal Comune di Arezzo, che ha accompagnato e sostenuto nel tempo le iniziative dedicate al ricordo di un grande portiere, che ha vestito anche la maglia dell’Arezzo Calcio. Il Memorial rappresenta infatti un’importante occasione per tanti giovani calciatori di squadre professionistiche e dilettantistiche, che si incontrano sul campo all’insegna del fair play e dei valori più autentici dello sport, con l’obiettivo di raccogliere fondi da destinare alla beneficenza”.
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