Calcio serie C, per il Perugia si apre una settimana chiave: cessione o ridimensionamento?

Il destino del Perugia Calcio è ancora avvolto nell’incertezza più totale. La concentrazione attualmente è rivolta al rinnovo per la convenzione per l’utilizzo dello stadio Curi (del quale l’avanzamento dei lavori di installazione dei gradoni in tribuna est è ben visibile dall’esterno) e al completamento delle pratiche dell’iscrizione, che verranno garantite dall’attuale proprietà.
Poi c’è un’altra partita che si sta giocando, ormai da qualche settimana, del possibile cambio di gestione. Non è un mistero che il presidente Javier Faroni punti a cedere il 100% del pacchetto azionario del club ma l’impresa (perché di questo si dovrebbe trattare) appare assai complicata.
Non perché le manifestazioni di interesse o le trattative non ci siano, ma perché allo stato attuale non ci sono offerte concrete.
Anzi, l’impressione è che ogni discorso possa concretizzarsi soltanto al 40% (dato indicativo) e questo cambierebbe naturalmente ogni tipo di scenario.
Sacrifici necessari
Se si dovesse andare avanti con l’attuale management potrebbero essere necessarie delle cessioni importanti nell’ambito della diminuzione del monte ingaggi imposte dal nuovo regolamento del Salary Cup.
Ecco dunque che i giocatori dallo stipendio più alto, anche coloro i quali sono graditi all’allenatore o che hanno rinnovato da poco, potrebbero essere ceduti (ad esempio Bacchin, Canotto e Gemello).
Una boccata di ossigeno potrebbe arrivare dai settecentomila euro che la Sampdoria potrebbe versare per riprendersi Montevago (ha il diritto di recompra da esercitare entro la fine del mese). Tutto però è ancora da vedere.
In attesa
Chi resta alla finestra è Riccardo Gaucci, che da tempo attende di conoscere il destino del club. Alcuni obbiettivi di mercato che potevano far comodo alla rosa sono sfumati (ad esempio l’ex Ternana Ndrecka, trasferitosi a parametro zero al Cittadella).
Anche in questo senso quella che si prospetta sarà una settimana decisiva. Non è però da escludere che il dirigente possa esaurire la pazienza e che l’addio essere inevitabile.
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