Marche

Cade al buio sul molo di Gabicce, la denuncia di una turista che ha passato le vacanze in stampelle. «Il Comune non mi risarcisce»


FANO «Non so se tornerò più a Gabicce Mare per trascorrere le mie vacanze». Lucia Fornaroli è amareggiata, molto amareggiata, dagli sviluppi di una vicenda per lei dolorosa. Lombarda del Lodigiano, ha riportato serie conseguenze da una brutta caduta avvenuta alla fine dell’agosto scorso, mentre stava trascorrendo alcuni giorni nella sua meta turistica preferita. Un episodio che, per diversi motivi, l’ha indotta a chiedere all’amministrazione comunale di risponderne. 

La ricostruzione

«Sono da anni, con la mia famiglia e un gruppo di amici, una fedele turista di Gabicce Mare, località che ho sempre adorato», premette Fornaroli in una sua lettera, proseguendo: «La sera del 24 agosto scorso, verso le 21.30-22, passeggiavo sul molo di Gabicce con mio marito e il mio nipotino che ha una disabilità». A quel punto la turista lombarda ha constatato che il percorso era «assolutamente privo di luci, di segnapasso (faretti-guida per i pedoni, ndr) e avvolto dal buio assoluto». Inoltre, a suo giudizio, costituiva «una seria insidia a causa di gradoni sconnessi». «Immediatamente – prosegue il racconto – abbiamo deciso di rientrare, ma purtroppo per mancanza di visibilità su questo tratto (ribadisco: sconnesso e non illuminato) sono finita rovinosamente a terra, riportando notevoli danni fisici: ginocchio, costola, soprattutto un forte trauma cranico e notevoli ematomi non ancora completamente scomparsi». La condizione l’ha «bloccata a Gabicce Mare per dieci giorni, che avrebbero dovuto essere di vacanza». Li ha invece trascorsi su una sedia a rotelle e aiutandosi con le stampelle: «Enorme disagio».

La richiesta di risarcimento

Fornaroli ha quindi deciso di chiedere i danni al Comune di Gabicce Mare, che ha passato il caso all’assicurazione. Sono seguiti dei qui pro quo che hanno portato la turista lombarda a sentirsi «derisa». Primo scoglio: l’eventualità che quell’area portuale potesse ricadere sotto la confinante Cattolica. Ma è stato proprio «l’efficientissimo Comune di Cattolica» a fornire a Fornaroli una mappa da cui risulta che «tutto il molo fa parte del Comune di Gabicce». Di conseguenza la turista ha ritenuto che la parola fine potesse scorrere sul «palleggio di responsabilità/competenze». Sono seguiti alcuni altri passaggi e dopo un paio di giorni Fornaroli ha ricevuto per risposta che non sono stati ravvisati «elementi di responsabilità in carico al Comune» di Gabicce Mare e nemmeno le sconnessioni segnalate dalla signora. Ulteriore aspetto da chiarire, secondo Fornaroli, è per quale motivo nelle mail si continui a scrivere che «l’evento è accaduto in via Cesare Battisti», nonostante si trovi «da tutt’altra parte rispetto al molo». In una raccomandata in particolare la turista legge, nella sostanza, che usando «cautela avrei evitato la caduta in via Cesare Battisti». Finite le vacanze a Gabicce Mare? «Non so – conclude Fornaroli –. Non vorrei tornare e per solidarietà alcuni nostri amici hanno deciso di cambiare meta. Ma devo anche dire che in quei giorni il personale dell’albergo è stato tanto gentile e premuroso con me. Se dovessi decidere di tornare, lo farei per queste persone».




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