Buoni pasto 2026: soglia a 10 euro e attesa per docenti e ATA. Un OdG approvato impegna il Governo a valutare l’inserimento nel CCNL Istruzione

La Legge di Bilancio 2026 innalza da 8 a 10 euro la soglia di esenzione fiscale e previdenziale dei buoni pasto elettronici. L’Associazione nazionale società emettitrici di buoni pasto ha espresso pieno apprezzamento per la misura che rafforza il ruolo dello strumento come leva strategica di welfare aziendale.
Il presidente Matteo Orlandini ha dichiarato: “È un segnale concreto di attenzione del Governo e del Parlamento al potere d’acquisto di milioni di lavoratrici e lavoratori”. L’adeguamento risponde all’aumento dell’inflazione sui beni alimentari che dal 2020 ha superato il 25%, riducendo il valore reale della pausa pranzo. La nuova soglia si traduce in quasi 500 euro netti aggiuntivi all’anno per lavoratore, consentendo alle imprese di rafforzare le politiche di welfare senza incrementare il costo del lavoro.
Il buono pasto rappresenta il benefit più diffuso in Italia e supporta oltre 3,5 milioni di persone, costituendo una componente significativa del fatturato per bar, ristoranti e distribuzione organizzata.
La 7ª Commissione del Senato approva l’ordine del giorno per il personale scolastico
La questione dei buoni pasto per il personale scolastico ha registrato un’accelerazione dopo cinque anni di richieste da parte di ANIEF. La 7ª Commissione del Senato ha approvato l’ordine del giorno G/1689 Sez. I/2/7 che impegna il Governo a valutare l’inserimento del beneficio nel CCNL 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca.
L’iniziativa è stata presentata dal M5S con il sostegno del presidente ANIEF Marcello Pacifico. L’ordine del giorno richiama l’attenzione sul carico orario effettivo del personale docente che secondo il CCNL vigente comprende 945 ore annue nella scuola dell’infanzia, 744 ore nella primaria e 608 ore nella secondaria.
A queste ore si aggiungono 40 ore per attività collegiali e ulteriori 40 ore per consigli di classe. Il documento impegna il Governo a riconoscere il buono pasto al personale docente e ATA la cui prestazione lavorativa giornaliera nelle istituzioni scolastiche statali ecceda le sei ore, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
L’esclusione attuale e il carico di lavoro sommerso degli insegnanti
L’articolo 131 del D.lgs. 36/2023 disciplina l’emissione del buono pasto quale servizio sostitutivo della mensa. L’allegato II.17 al decreto prevede all’articolo 4, comma 1, lettera c) l’utilizzo dei buoni pasto da parte dei prestatori di lavoro subordinato, anche qualora l’orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto. Docenti e personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario) rimangono le uniche categorie del pubblico impiego escluse dal beneficio in assenza di una specifica previsione nel contratto collettivo di comparto.
Uno studio dell’Università Cattolica di Milano condotto su un campione di 166 insegnanti ha evidenziato che il lavoro sommerso del personale docente ammonta almeno al doppio rispetto a quanto previsto contrattualmente. Le ore non riconosciute si tradurrebbero in un guadagno aggiuntivo superiore a 300 euro settimanali qualora venissero retribuite.
La trattativa per il rinnovo del CCNL 2025-2027 attualmente in corso presso l’ARAN rappresenta l’occasione per tradurre l’impegno parlamentare in una misura contrattuale concreta per colmare l’esclusione che penalizza il settore scolastico.
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