Emilia Romagna

“Buoni dottori”, al Pilastro apre l’ambulatorio gratuito dei luminari bolognesi


Un ambulatorio gratuito gestito da dieci professori universitari aprirà all’inizio del 2027 al Pilastro, quartiere di Bologna, per offrire consulti specialistici a persone fragili che non hanno il tesserino sanitario o non potrebbero pagare nemmeno il ticket. Il progetto, promosso dall’associazione di volontariato “Buoni dottori”, era già stato anticipato sul nostro canale Dossier in un lungo approfondimento che aveva raccolto le voci degli specialisti coinvolti e dei residenti della zona.

La struttura sorgerà in via Alberto Taruzzi 15 a/b, negli spazi di una ex banca. Il progetto di ristrutturazione è affidato all’architetto Massimo Iosa Ghini: al termine dei lavori, che inizieranno a breve, saranno allestiti tre ambulatori attrezzati, di cui uno chirurgico.

Chi sono i “Buoni dottori”

L’associazione riunisce dieci professori dell’Alma Mater, alcuni già in pensione: il chirurgo Gilberto Poggioli (direttore sanitario), il neurologo Pietro Cortelli (presidente), il cardiochirurgo Gaetano Gargiulo (vicepresidente), la ginecologa Eleonora Porcu, l’internista Claudio Borghi, Livio Presutti (specializzato in chirurgia dell’orecchio e della base cranica), l’urologo Eugenio Brunocilla, il chirurgo Mario Taffurelli, l’endoscopista Massimo Di Simone e l’infettivologo Mario Viale. La lista è destinata ad allungarsi: giovedì 22 ottobre 2026 è entrato il gastroenterologo Luigi Bolondi.

L’accesso non è libero: i pazienti arrivano su segnalazione dei servizi sociali e di realtà territoriali come Caritas, gli ambulatori di medicina solidale Sokos e Biavati e i medici di famiglia.

Fondi e donazioni

Il progetto è nato principalmente grazie al sostegno delle due fondazioni bancarie cittadine, Carisbo e Del Monte. Molte aziende bolognesi hanno già contribuito: Ima, Illumia, Emil banca, Henoto, Crif, Zaccanti, Confcommercio e altre. Ci sono stati anche benefattori anonimi che, fa sapere Poggioli, “hanno donato cifre importanti”. La raccolta delle donazioni continua.

“Vogliamo restituire tempo, impegno e professionalità alla città”, spiega Poggioli. Cortelli inquadra l’iniziativa in un contesto più ampio: “La sanità pubblica in Emilia-Romagna ha degli affanni, come in tante altre parti del mondo: i sistemi organizzati si trovano in crisi di fronte a problemi che vanno affrontati in maniera globale. Noi, comunque, siamo a un ottimo livello sia per quanto riguarda la risposta sul servizio pubblico che per quanto riguarda le associazioni di volontariato che sono molto diffuse. Noi cerchiamo di dare il nostro apporto e il nostro aiuto”.

Il progetto è stato presentato anche dal sindaco Matteo Lepore e dal rettore dell’università di Bologna, Giovanni Molari. “I buoni dottori apriranno al Pilastro e si occuperanno della comunità più fragile, delle persone che sono più in difficoltà, di chi rimane escluso a volte anche dalla sanità pubblica”, ha detto Lepore, che ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di più investimenti sulla sanità pubblica. Bologna si auto-organizza perché vogliamo aumentare i presidi sanitari. Lo stiamo facendo con i servizi decisi in conferenza socio-sanitaria, con investimenti di 31 milioni di euro sulle case e gli ospedali di comunità, sui nuovi ambulatori, ma anche il terzo settore è importante, sia nell’accoglienza dei pazienti, sia nella cura. Credo che sia molto importante che a Bologna, in particolare nel quartiere del Pilastro, apriamo questo spazio”.


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