IN/ARCHITETTURA 2026: ecco le opere della provincia di Oristano premiate
Oristano
La cerimonia nei giorni scorsi. Protagonisti Cabras, Villa Verde e Simala
Un premio per le opere di nuova costruzione, uno per i lavori di riqualificazione e il riconoscimento speciale Federberton. L’Oristanese quest’anno grande protagonista della tappa sarda di IN/ARCHITETTURA, che ha premiato i migliori interventi realizzati sull’Isola tra il 2021 e 2026.
Scelti tra 67 candidature regionali inserite nel più ampio panorama dei 1300 progetti presentati in tutta Italia, sono tre i cantieri premiati della provincia.
Per le opere di nuova costruzione è stato premiato il complesso parrocchiale e Chiesa della Beata Vergine Assunta a Bannari, Villa Verde. Nel resto dell’Isola si aggiungono la cantina Tenute Maestrale Winery a Donori e la Nuova scuola di via Caravaggio a Sinnai. Menzione per Marea BH a Orosei.

Chiesa della Beata Vergine Assunta a Bannari, Villa Verde – Foto di IN/Arch
Per gli interventi di riqualificazione e rigenerazione il riconoscimento è andato alla Casa delle Tradizioni di Simala, insieme alla riqualificazione di piazza San Pietro a Nuxis e Casa ON a Cagliari. Menzioni per Palazzo Tirso a Cagliari, Casa Cruda a Serramanna e Casa a due corti a Pirri.

Casa delle Tradizioni di Simala – Foto di IN/Arch
Il premio speciale Federbeton, assegnato da una giuria specialistica nazionale a un intervento capace di valorizzare l’uso del cemento e del calcestruzzo, esaltandone le qualità espressive, strutturali, plastiche o cromatiche, è andato alla Sala dei Giganti di Mont’e Prama a Cabras, progettata da Walter Dejana, Renata Fiamma e Simone Lumbau per il Comune di Cabras e realizzata da Angius Costruzioni e Styl-comp. La giuria ne ha sottolineato l’innovazione nell’uso estetico del calcestruzzo: le superfici esterne, in sand-cast, hanno bassorilievi ottenuti con calchi di sabbia, richiamo alla sperimentazione di Costantino Nivola.

La Sala dei Giganti
La cerimonia di premiazione si è svolta nei giorni scorsi davanti a oltre cento persone, tra progettisti, imprese e istituzioni, presso la Sala Conferenze della Fondazione di Sardegna. A promuovere IN/ARCHITETTURA 2026 è IN/Arch – Istituto Nazionale di Architettura e da ANCE, con la collaborazione di Archilovers.
L‘iniziativa si inserisce nella lunga tradizione dei premi IN/Arch che, dalla prima edizione del 1961, hanno segnato il dibattito architettonico italiano. Il Premio costituisce un unicum esteso a tutto il territorio nazionale, con la particolarità di mettere in evidenza, secondo un’impostazione data fin dall’origine del Premio dal fondatore Bruno Zevi, non tanto la capacità autoriale del progettista quanto la qualità del rapporto tra progettista, committente costruttore. Solo un processo edilizio “integrale”, che impegni in uguale misura le tre figure, rende infatti possibile realizzare opere di valore.
Hanno aperto la cerimonia Barbara Cadeddu, Presidente di IN/Arch Sardegna, il Past President Andrea Casciu e la delegata ANCE Sardegna Rossella Sanna. A seguire, il videomessaggio di Barbara Beltrame Giacomello, Presidente nazionale di IN/Arch.
“Per capacità di penetrazione nel territorio nazionale e storicità, i Premi IN/ARCHITETTURA, rappresentano un importante riconoscimento alla cultura del progetto nel nostro Paese. I 67 interventi autocandidati in Sardegna non esauriscono certo la ricchezza di opere di valore realizzate sul territorio, ma offrono uno spaccato significativo di una pratica che, negli ultimi cinque anni, ha saputo porsi in ascolto del paesaggio, dei contesti in cui andava ad operare e delle comunità di riferimento, dimostrando la capacità, propria di un processo integrato, di saper costruire o ricostruire relazioni tra le persone e i luoghi che abitano. È con questa stessa visione, che il Premio alla Carriera è stato conferito ad Antonello Cuccu, un “architetto di frontiera”, che ha dedicato la sua ricerca alla conoscenza, all’interpretazione e alla riscoperta della cultura materiale della Sardegna, non come ambito separato o sapere minore, ma quale parte costitutiva della cultura del progetto, restituendo all’architettura il senso di una disciplina integrale in cui il sapere manuale si fa fondamento del pensiero progettuale”, ha commentato Barbara Cadeddu, presidente IN/Arch Sardegna
La prima parte del pomeriggio ha visto il succedersi degli interventi istituzionali di Micaela Morelli (Fondazione di Sardegna), Matteo Lecis Cocco Ortu (Comune di Cagliari) e Francesco Spanedda (assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanisticaa). A chiudere Massimo Locci, architetto e saggista, Vicepresidente IN/Arch Nazionale, membro della Giuria e direttore editoriale di Industria delle Costruzioni, storica rivista semestrale edita da ANCE.
“Ogni progetto architettonico, soprattutto quando viene realizzato, è un anche un atto politico nel senso più alto del termine: una presa di posizione sul modo in cui vogliamo condividere e utilizzare lo spazio. Progettare significa sperimentare alternative al presente e offrire nuove possibilità ai territori”, ha commentato l’assessore Spanedda. “Nello spazio in cui viviamo si sedimentano le tensioni e le contraddizioni della nostra società”, ha sottolineato Spanedda. “Dalla rabbia che esplode nelle città alla troppa quiete delle campagne segnate dallo spopolamento, leggiamo i segni di crisi che rimandano alla difficoltà di immaginare un futuro. È proprio nello spazio costruito, però, che possiamo cercare una sintesi tra esigenze diverse e individuare nuove risposte. Ringrazio IN/Arch, i progettisti, i costruttori e tutti coloro che ogni giorno mettono le proprie competenze al servizio dei territori. Il valore di questi premi è anche riconoscere il loro impegno nel guardare oltre il presente, perché pensare il futuro è una responsabilità alla quale non possiamo rinunciare”.
Nella seconda parte, dopo una breve introduzione del Presidente della Giuria Paolo Sanjust, è stato conferito il Premio alla Carriera. Introdotto dall’architetto Giovanni Filindeu (docente ISIA di Urbino e IUAV di Venezia), Antonello Cuccu ha ricevuto il riconoscimento per una ricerca quasi cinquantennale ai confini tra architettura, museografia, design, arte ed editoria, che ha fatto del progetto uno strumento di conoscenza della cultura materiale e artistica della Sardegna.
Condotta da Giuseppe Vallifuoco (IN/Arch Sardegna), la cerimonia è proseguita con la consegna dei riconoscimenti, che ha visto salire sul palco progettisti, committenti e imprese. Sono stati consegnati sette premi, compreso il Premio Speciale Federbeton, e quattro menzioni dai sostenitori dell’iniziativa Bruno Colomo (Serlu), Rossella Sanna (delegata ANCE Sardegna), Massimo Madeddu (Madeddu) e Davide Ruggeri (Iter di Ruggeri), dai rappresentanti degli ordini professionali, oltre che dalla giuria e dalla Presidente.
“I Premi In/Arch Sardegna 2026 ci consegnano un messaggio chiaro: in Sardegna esiste una cultura architettonica viva, matura e capace di esprimere progetti di grande qualità. Il numero e l’alto livello delle candidature hanno reso particolarmente impegnativo il lavoro della Giuria, ma testimoniano soprattutto la presenza di un patrimonio di competenze, intelligenze e creatività che merita di essere riconosciuto e valorizzato. Ci ha colpito, in particolare, una nuova generazione di architetti e architette che dimostra talento, sensibilità e maturità progettuale. È un patrimonio che la Sardegna non può permettersi di disperdere. Ma il talento, da solo, non basta: servono opportunità, una committenza pubblica e privata consapevole, investimenti nella qualità dello spazio costruito e del paesaggio. La qualità dell’architettura non è un lusso per pochi, ma un diritto collettivo e una responsabilità pubblica. La vera sfida è trasformare questa straordinaria energia progettuale in un’occasione concreta di crescita culturale, civile ed economica per la Sardegna. Perché il futuro delle nostre città e dei nostri paesaggi dipende anche dalla capacità di riconoscere il valore dell’architettura e di mettere le nuove generazioni nelle condizioni di esprimerlo”, ha commentato Paolo Sanjust, presidente della Giuria.
Con la conclusione della fase territoriale, i progetti vincitori accedono di diritto alla selezione nazionale: le opere che supereranno quest’ultimo vaglio saranno premiate il prossimo 13 novembre 2026 a Venezia, nella prestigiosa cornice di Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia.
L’iniziativa, co-organizzata da IN/Arch Sardegna e ANCE Sardegna, si è svolta con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari, della Federazione e degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori delle province di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari, e degli Ordini degli Ingegneri delle province di Cagliari e Sassari. L’evento ha visto il sostegno di Fondazione di Sardegna e di Madeddu, Iter di Ruggeri e Serlu Costruzioni.
Giovedì, 22 ottobre 2026
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