Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bressanone, il TAR blocca l’abbattimento del bosco

Il bosco ripariale di Bressanone resta, per ora, salvo. Il Tribunale amministrativo della Provincia di Bolzano ha confermato la sospensione dell’abbattimento nell’area tra via Julius-Durst e via Alfred-Ammon, fermando di fatto ogni intervento fino alla discussione nel merito del ricorso, fissata per il 22 luglio 2026. Lo stop arriva dopo una sequenza di provvedimenti già avviata a inizio marzo. Il 6 marzo erano partiti all’alba i lavori di disboscamento commissionati dalla società Progress, con un intervento rapido che in poche ore aveva già cancellato circa un terzo dell’area. Il giorno successivo, 7 marzo, un decreto presidenziale del Tar aveva imposto il primo stop, mentre già il 6 marzo l’Ispettorato forestale di Bressanone aveva disposto la sospensione dei lavori e dato indicazioni sulla gestione del legname abbattuto.

Ora il Tribunale ha confermato la linea: fino all’udienza estiva non sarà possibile proseguire con il disboscamento. L’unica attività autorizzata riguarda la recinzione dell’area, misura condivisa anche dai ricorrenti per consentire una gestione ordinata del sito e la possibile conservazione del materiale già tagliato, in vista di un’eventuale rinaturalizzazione.

Il ricorso è stato presentato dal Centro per la Protezione delle Specie di San Giorgio e dal WWF Trentino Alto Adige-Südtirol. Nel procedimento si sono costituiti la Provincia autonoma di Bolzano, il Comune di Bressanone e la stessa Progress. Al centro della contestazione non c’è solo l’intervento di disboscamento, ma l’intero percorso amministrativo che ha portato alla trasformazione urbanistica dell’area, da zona boschiva a destinazione industriale, attraverso delibere comunali e provinciali approvate tra il 2024 e il 2026. Il nodo è quindi più ampio e riguarda il bilanciamento tra sviluppo economico e tutela ambientale. Progress ha annunciato l’intenzione di costruire un nuovo edificio aziendale proprio nell’area interessata, mentre le associazioni ambientaliste contestano la perdita di un ecosistema considerato di grande valore.

Il bosco ripariale di Bressanone, pur estendendosi su circa 2,5 ettari, è infatti classificato come habitat prioritario a livello europeo (codice 91E0*), protetto dalla Direttiva Habitat. Si tratta di un ambiente naturale sempre più raro, legato alle aree fluviali e caratterizzato dalla presenza di ontani e frassini. Secondo i rilievi del gruppo ambientalista Valle Isarco Hyla, nell’area sono state osservate 64 specie di uccelli, con 29 nidificazioni accertate. Tra queste figurano anche sette specie inserite nella Lista Rossa, come il picchio rosso minore, ormai sempre più raro nei fondovalle e legato proprio ai pochi boschi ripariali ancora presenti tra Bressanone e Brunico. Oltre al valore naturalistico, il bosco svolge anche una funzione di collegamento tra diversi biotopi della zona, rappresentando un punto di sosta importante per l’avifauna lungo la valle.

La decisione del Tar non entra ancora nel merito della vicenda, ma congela la situazione attuale. Fino al 22 luglio, quindi, nessun intervento potrà essere portato avanti, mentre resta aperta la partita legale su un progetto che continua a dividere territorio e opinione pubblica.







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