braccio di ferro per la multa da 500 euro. Ecco cos’è successo
URBISAGLIA L’autovelox ha una data di taratura errata nel verbale, l’automobilista lo impugna davanti al giudice di Pace che ritiene il dato un elemento essenziale e annulla il verbale, ma il Comune fa ricorso e ora è arrivata la decisione del Tribunale di Macerata: la multa resta valida. La questione però potrebbe finire in Cassazione.
Il contenzioso
La vicenda nasce da un controllo effettuato il 12 aprile 2023 dalla polizia locale di Urbisaglia lungo la strada provinciale 83, dove un automobilista era stato immortalato dall’apparecchiatura Velomatic a una velocità di 97 km/h, superando di ben 42 chilometri orari il limite massimo imposto in quel tratto (fissato a 50 km/h).
Nel verbale notificato all’utente, tuttavia, era stato erroneamente indicato un certificato di taratura risalente al 2021.
In giudizio il Comune aveva depositato un certificato di taratura del 2022, ma in primo grado il ricorso dell’automobilista presentato dall’avvocato Sandro Evangelisti era stato accolto: il giudice di Pace aveva infatti ritenuto che l’indicazione di una data errata compromettesse la validità formale dell’atto e le garanzie difensive, impedendo all’automobilista di valutare tempestivamente la regolarità della sanzione o di usufruire del pagamento in misura ridotta, possibile solo entro cinque giorni.
Nel caso in questione la multa era statat di circa 500 euro, con annessa la decurtazione di cinque punti e la sospensione della patente per 30 giorni. Il Comune di Urbisaglia, però, tramite l’avvocato Giuliana Specchio, ha impugnato la sentenza dinanzi al Tribunale di Macerata che non ha condiviso la decisione del primo grado. Il giudice monocratico Alessandra Canullo ha infatti sostenuto che l’indicazione dettagliata degli estremi della taratura all’interno del verbale non costituisce un elemento formale essenziale.
Ciò che conta ai fini della legittimità della multa non è la perfezione formale della trascrizione cartacea ma il dato sostanziale, ovvero la effettiva e regolare funzionalità dell’apparecchiatura elettronica. Poiché l’amministrazione comunale ha dimostrato in giudizio la regolarità dei controlli tecnici e la presenza di una taratura valida, l’eventuale errore materiale non pregiudica la pretesa sanzionatoria.
Per il giudice l’automobilista avrebbe potuto verificare la correttezza della documentazione tramite l’accesso agli atti, senza che l’errore commesso sul verbale potesse ledere in via definitiva il suo diritto di difesa. Per la difesa però le tempistiche legate all’accesso agli atti avrebbe precluso la possibilità di pagare la sanzione in misura ridotta e ora sta valutando la possibilità di ricorrere in Cassazione.




