Cultura

Boys Life – Ordinary Wars EP

“Ordinary Wars” segna il primo materiale originale dei Boys Life dopo quasi trent’anni di silenzio. La band originale (Brandon Butler, Joe Winkle, John Rejba, John Anderson) si è ricomposta e ha creato quattro nuove tracce che danno vita a “Ordinary Wars”.

Per gli ammiratori dei Boys Life, l’interesse per questo EP, oltre naturalmente alla possibilità di ascoltare materiale nuovo dopo tutti questi anni, nasce dall’interessante approccio politico filosofico. Si parla delle guerre quotidiane contro consumismo, status, media, social network ma anche e soprattutto i testi esplorano la mortalità, i disordini sociali e la ricerca di significato.

Credit: Shawn Brackbill / Bandcamp

“You could feel it in the sea buried in the sand / Carried by the poor / This war was made by hand / This war was made by hand / If slow motion was a sound that sucked out all the air / Only dead could tell the tale and goddamn they tell it so well / They tell it all so well / This ain’t no ordinary war / It ain’t no ordinary war”

Un altro punto di grande interesse è il packaging, molto curato specialmente nelle versioni limitate in vinile. Il lato musicale è anch’esso interessante, specie nei brani “Bleeds” e “Equal in Measure” che hanno una resa migliore, più efficace. “Ordinary War” e “Always” sono invece frutto di un approccio più classico alla composizione e il risultato, pur gradevole e orecchiabile, perde quello smalto selvaggio che tanto mi aveva colpito ai tempi di “Departures and Landfalls”.

Per chi invece si volesse approcciare per la prima volta ai Boys Life, rimandiamo decisamente al già citato e magnifico album “Departures and Landfalls” del 1996 o al debut album “Boys Life” del 1995.

“Ordinary Wars” non è artisticamente così rilevamente. Si tratta di un EP con solo quattro brani, di gradevole ascolto ma non trascendentali. È però un’ottima occasione per riscoprire una band che ha inciso della gran buona musica negli anni Novanta.


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