Puglia

bonifica falda acquifera mai completata

La bonifica della falda acquifera nell’ex Gasometro di corso Mazzini non è mai stata completata. Una bonifica a metà quindi visto che a suo tempo, la procedura sull’area ora intitolata a Maria Maugeri fu sdoppiata. Bonifica del terreno da un lato, effettivamente portata a termine e certificata, e quella della falda dall’altro, rimasta grande – e sottaciuta – incompiuta.

Lo ammettono da Palazzo della Città dopo una serie di verifiche richieste alla luce della denuncia dei consiglieri del primo municipio Luca Bratta e Pino Albore sul fermo dell’impianto di pompaggio che ancora oggi si può vedere sull’area ma diventato, ci riferiscono da un paio d’anni a questa parte, rifugio per senza fissa dimora e ricettacolo di rifiuti, deiezioni e siringhe usate.

L’impianto per la bonifica delle acque di falda – che avrebbe dovuto continuare a “lavorare” per almeno i due anni successivi all’apertura del parco con costanti monitoraggi – è infatti abbandonato da tempo, abbandono dovuto presumibilmente al fallimento del soggetto affidatario dell’opera (le grandi cisterne bianche, oramai deteriorate, sono ancora posizionate in un angolo dell’area). Da allora, lo stop delle operazioni.

“Allo stato – si legge in un documento del Comune di Bari datato 2024 – si rende necessario riavviare la fase di gestione dell’impianto (PAT), individuando l’operatore economico specializzato nel settore”. Affidamento in realtà mai avvenuto, nonostante tutto il tempo trascorso. E a rendere tutto ancora più ingarbugliato la totale mancanza di comunicazione tra Palazzo della Città e Arpa Puglia, secondo cui il procedimento di bonifica della falda sarebbe tutt’ora aperto.

Si legge infatti nella risposta dell’Agenzia regionale per l’Ambiente ad una sollecitazione del consigliere Bratta di appena un mese fa: “Il Comune di Bari sta seguendo le attività previste dal Progetto Operativo di Bonifica di cui non si conoscono i dettagli tecnici della fase esecutiva e il relativo cronoprogramma”. Insomma, la mano destra che non sa cosa fa la sinistra.

“Io non so esattamente quando è fallita l’azienda – commenta l’assessora all’Ambiente Elda Perlino – sono cose che risalgono ad anni in cui io non c’ero”.  Dal Comune fanno ora sapere che “esiste un’analisi di rischio sitospecifica dopo la bonifica di suolo e sottosuolo rilasciata dalla Asl, che certifica che l’apertura del parco è avvenuta in perfetta sicurezza”.

L’apertura del parco – lo sottolineiamo – è avvenuta nel 2023. E ancora: “Ad un laboratorio accreditato sarà inoltre affidata l’esecuzione delle relative analisi, di concerto con Arpa Puglia. In relazione alle prescrizioni sul monitoraggio della falda acquifera, che pure non sarà in alcun modo utilizzata, è in corso l’assegnazione a un nuovo soggetto dopo il fallimento dell’azienda incaricata”.




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