Ambiente

Bongioanni, al lavoro su un Osservatorio dedicato a promuovere il vino piemontese – Vino

“Ricerca, innovazione, promozione
sono le tre parole chiave che il vino piemontese deve porsi come
obiettivi fissi. Lotta a parassiti alieni e fitopatie,
monitoraggio e risposta performante ai cambiamenti
meteo-climatici, sperimentazione e diffusione delle nuove
tecnologie in campo. La Regione Piemonte sta potenziando
fortemente l’impegno su questi fronti attraverso la Fondazione
Agrion e con la collaborazione con tutti i soggetti coinvolti.

   
Il vino piemontese è un’eccellenza che non deve temere dazi e
crisi dei mercati tradizionali. Dobbiamo invece strutturarci con
una promozione sempre più coordinata per penetrare nuovi mercati
che ancora attendono di conoscerlo e possono rappresentare
sbocchi importanti. Ma non possiamo più permetterci di farlo in
modo emotivo ed empirico. Dobbiamo dotarci di strumenti che ci
indichino in modo scientifico dove indirizzarci: per questo sto
lavorando anche a un Osservatorio dedicato”. Così l’assessore
regionale all’Agricoltura e turismo, Paolo Bongioanni,
commentando i dati de ‘L’Annata Vitivinicola in Piemonte 2025’.

   
“Infine – prosegue – non possiamo più concepire il vino in
modo scisso dal più complesso volano del turismo –
enogastronomico e non – come fattore di sviluppo e ricaduta sui
territori. È un aspetto che la fresca nomina della cucina
italiana a Patrimonio Unesco non farà che rafforzare, ma su cui
il Piemonte deve ancora lavorare per conquistare sui mercati
internazionali quell’identificabilità e riconoscibilità che
merita pienamente”.

   
Secondo Giulio Porzio, presidente di Vignaioli Piemontesi,
“siamo di fronte a un cambiamento profondo, che investe l’intera
filiera vitivinicola e che richiede un’assunzione di
responsabilità anche da parte della politica. I nostri vicini
francesi lo hanno compreso, avviando misure come l’estirpo dei
vigneti: un segnale forte che dimostra come il settore abbia
bisogno di interventi rapidi e strutturali. In Italia e in
Piemonte, invece, rischiamo di rimanere fermi, continuando a
usare strumenti del passato e nascondendo la testa sotto la
sabbia. La promozione è fondamentale, ma da sola non basta:
serve un confronto immediato e continuo con Regione e Governo”.

   

   

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