Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, questione scooter: il Comune cerca 50 stalli – Cronaca



BOLZANO. È alle 10.30 circa che scatta, in prossimità dei varchi della Ztl del centro cittadino, la disperata ricerca dello stallo “regolare” in cui lasciare lo scooter o la moto senza correre il rischio di beccarsi una multa da 35 euro. A quell’ora, infatti, tutti i circa 550 spazi riservati ai ciclomotori sono saturi e il piano di raggiungere il centro in motorino, preferendolo alla macchina per evitare il problema del parcheggio, naufraga miseramente.

Alessandra Anesi, alle 11 di ieri, cercava fortuna in via Piave, uno dei maggiori “serbatoi” di stalli, tra i più ambiti perché si può parcheggiare all’ombra degli oleandri, a due passi dal Comune. In sella al suo Honda SH ha fatto due giri nella speranza vana che, tra un giro e l’altro, si liberasse uno spazio. Alla fine ha rinunciato. «Vengo in centro un paio di volte a settimana – racconta – provo prima di fronte al palazzo della Provincia e poi tento qui. Oggi sono stata sfortunata in entrambe le zone». L’idea di lasciare il ciclomotore fuori da uno stallo regolare non la sfiora. «No – dice sicura – non mi va di rischiare la multa. Basta girare 10 o 15 minuti e il posto si trova» dice speranzosa.

Un rapido giro per la città mostra quanto sia diffuso il problema del “centauro”. La raffica di multe dei giorni scorsi ha sortito l’effetto di liberare completamente l’area in via Garibaldi davanti al Waltherpark e al Parco Berloffa, che fino a qualche giorno fa era intasato da ciclomotori di ogni genere.

Il cantiere per il teleriscaldamento in via Laurin ha assorbito le decine di stalli, lasciandone una dozzina provvisori davanti alla Provincia. Per il resto, lasciare la moto o lo scooter in zona significa affidarsi alla buona sorte o al buon cuore degli agenti della municipale. Stesso copione anche in prossimità degli altri varchi della Ztl.

In via Cassa di Risparmio gli stalli occupano decine di metri, garantendo spazio di parcheggio per forse un centinaio di ciclomotori; ma non bastano e, inevitabilmente, si crea una doppia fila sul marciapiede. Nella disperazione c’è chi tenta di camuffare lo scooter in bicicletta, lasciandolo tra i mucchi di due ruote nella speranza che nessuno, soprattutto gli agenti, lo notino.

All’inizio di via della Roggia, invece, l’esigenza di parcheggiare e il timore di fare tardi al lavoro o a un appuntamento danno il coraggio di lasciare lo scooter sotto al divieto. All’incrocio tra via Laurin e via della Rena, Rosalba Vitrano si dà per vinta e, dopo aver girato in lungo e largo, parcheggia il suo Yamaha X-Max a pochi metri da dove, qualche giorno prima, era stata multata. «Eppure si dovrebbe agevolare chi si muove con lo scooter e non con l’auto. Siamo esposti alle intemperie e a rischi maggiori. Non intasiamo il traffico cittadino e nello spazio in cui si parcheggia una macchina si sistemano cinque scooter» si sfoga la donna.

Una situazione a cui il Comune guarda con attenzione per cercare soluzioni. «La prossima settimana abbiamo in programma un sopralluogo con la polizia municipale per individuare possibili soluzioni» spiega l’assessora Johanna Ramoser, che ha la delega alla mobilità e anche al tempo libero, quello che tanti cittadini dicono di perdere per cercare parcheggi. «Io stessa mi muovo con lo scooter elettrico o la bicicletta elettrica», dice assicurando di condividere il problema parcheggi.

Tra le possibili soluzioni ci sarebbe quella di riconoscere come stalli regolari alcune aree in cui al momento già si parcheggia ma con il rischio di essere multati. Un posto sarebbe il largo marciapiedi davanti alla Camera di Commercio in via Garibaldi, ma ce ne sarebbero anche altri. «Difficile parlare di numeri ma credo che serviranno almeno altri 50 stalli vicino ai varchi della Ztl» spiega. C’è chi propone di creare una stagionalità dei parcheggi aumentando gli stalli per le auto d’inverno e concedere più posti ai ciclomotori a cominciare dalla primavera per favorire la mobilità più leggera con gli scooter. «Sì, valuteremo anche questa ipotesi» assicura Ramoser, la quale garantisce che c’è il massimo impegno dell’amministrazione per dare risposte al problema.




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