Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bolzano, picchiata dal compagno, le tolgono il bimbo: starà dal padre divorziato – Bolzano



BOLZANO. Viene picchiata dal nuovo compagno e il Tribunale per i minorenni le toglie il figlio di sei anni. Secondo gli inquirenti, la donna «non ha protetto il bambino continuando ad esporlo alle violenze» dell’uomo. Quest’ultimo portava il braccialetto elettronico e lei «non poteva escludere che rimanesse coinvolto anche il minore». L’episodio a cui si fa riferimento è di mesi fa. L’ha aggredita prima in un luogo pubblico, spintonandola e rincorrendola. Poi i maltrattamenti sono proseguiti all’interno dell’abitazione, dove la signora era rientrata dal figlio minorenne. Per sfuggire all’aggressione, la donna era stata costretta a barricarsi nel bagno insieme al bambino, usandolo come scudo. L’uomo ha sfondato la porta, obbligando il piccolo ad assistere alla scena di lei che tentava di difendersi con le mani insanguinate. Il giudice del Tribunale dei minorenni ha disposto il collocamento del bambino presso il padre divorziato. Al caso stanno lavorando anche i servizi sociali, incaricati di redigere una relazione. Non è escluso, come sarebbe menzionato negli atti, che il piccolo possa essere trasferito stabilmente a casa dei nonni o presso una famiglia affidataria. I genitori, infatti, vivono in una situazione di conflitto quasi insanabile. In mezzo c’è un bimbo che sta vivendo un incubo.

Le testimonianze Negli scorsi mesi la donna ha testimoniato davanti agli inquirenti raccontando che la relazione con il nuovo compagno era cominciata nel mese di marzo del 2025. Ha detto di essersi subito potuta fidare di lui: aveva un comportamento «estremamente premuroso» nei suoi confronti. Dopo un mese le cose sono cambiate. Il compagno ha cominciato a manifestare gelosia e mania di controllo, cercando in tutti i modi di volerle guardare i messaggi sul telefonino. La signora dice di averlo perdonato dopo che lui si sarebbe sottoposto ad un percorso psicologico. Qualche settimana dopo si è verificata la violenza domestica.

Le motivazioni del giudice «Dalla descrizione delle ripetute violenze e minacce subite quella sera – scrive il giudice – emerge che la madre non ha tenuto in considerazione il bene del figlio: ha cercato di acquietare il compagno mettendo a letto il bambino di appena sei anni e lasciandolo da solo in casa». Anche quando, al rientro in appartamento, «ha trovato il compagno che era fuori di sé dalla rabbia non ha chiesto aiuto ai vicini, e solo dopo lo sfondamento della porta del bagno ove si era rinchiusa con il figlio che serviva da scudo si è decisa finalmente di chiamare le forze dell’ordine». In quel caso era arrivata sul posto la Questura di Bolzano, arrestando l’uomo sia per la violazione della misura cautelare (indossava il braccialetto elettronico, ma era riuscito a strapparselo dalla caviglia) che per la resistenza a pubblico ufficiale durante l’intervento della polizia. Sempre secondo il Tribunale c’è il rischio che la donna possa «legarsi ad un altro personaggio violento anche se dovesse interrompere davvero la relazione». Per la vittima, parallelamente all’allontanamento dal figlio, si sono aperte le porte della Casa delle donne.

I servizi sociali Un compito importante in questa fase è stato affidato ai servizi sociali. Gli esperti devono annotare il numero di assenze e di ritardi del bimbo a scuola, essendo emerso in udienza che la madre non riusciva ad alzarsi in tempo per accompagnare il figlio in autobus a scuola.Il servizio sociale, oltre ad approfondire la situazione dei genitori, la stabilità psichica del padre e l’adesione della madre al supporto della Casa delle donne, estenderà l’indagine sociale anche ai nonni materni al fine di verificare se potrebbero, qualora risultasse necessario, occuparsi maggiormente del minore.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »