Bollette di luce e gas, a causa della guerra in Iran per gli umbri stangata da 270 milioni

di Dan.Bo.
A causa della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran, che ha provocato il peggior shock energetico degli ultimi decenni, dopo i rincari subiti già negli anni passati per famiglie e imprese umbre le bollette nel corso di quest’anno saranno ancora più care.
I rincari A fare i conti è stato, sabato, l’ufficio studi della Cgil di Mestre secondo il quale nel Cuore verde le bollette per energia e gas passeranno complessivamente dagli 1,995 miliardi di euro del 2025 ai 2,263 di quest’anno. Quasi 270 milioni in più, che si sommano ai 57 aggiuntivi sborsati tra 2024 e 2025. Guardando solo alle imprese, la bolletta per energia e gas passerà da 1,411 miliardi di euro a 1,601, con un aggravio di altri 190 milioni di euro; gli altri 78 li pagheranno le famiglie. In media, secondo l’analisi basata sui dati di Terna, Arera, Eurostat e Gme, l’aumento percentuale in Umbria così come nel resto del paese sarà superiore al 13 per cento.
I prezzi Cgia ricorda che il prezzo del gas è salito di 26 euro per MWh (+81 per cento), mentre quello dell’energia elettrica è aumentato di 41 euro per MWh (+38 per cento). L’impatto economico stimato per il 2026, assumendo consumi simili a quelli del 2024, potrebbe portare a un incremento complessivo dei costi energetici in Italia di 15,2 miliardi di euro, suddivisi in 10,2 miliardi per l’elettricità e 5 miliardi per il gas. La pressione maggiore ricadrà sul sistema produttivo, con circa 9,8 miliardi di euro di costi aggiuntivi per le imprese. Le famiglie, invece, dovranno sostenere 5,4 miliardi di euro, una cifra significativa che rischia di incidere pesantemente sui bilanci domestici. Gli effetti variano anche sul territorio: le regioni più popolose e con maggiore attività economica, come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, registreranno gli aumenti più consistenti, sia per le imprese sia per le famiglie.
L’Ucraina Nonostante il quadro sia preoccupante, secondo Cgia il contesto attuale è meno grave rispetto alla crisi del 2022 seguita all’invasione dell’Ucraina, quando i prezzi del gas avevano toccato i 123,5 euro per MWh e quelli dell’energia elettrica 303 euro per MWh. Oggi, pur con i recenti rialzi, il gas è quotato intorno a 58 euro per MWh e l’elettricità supera i 148 euro per MWh.
Le misure Per l’associazione l’UE come fatto già nel 2022 dovrebbe consentire la riduzione dell’Iva sulle bollette, introdurre un tetto al prezzo del gas e istituire un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle grandi multinazionali del petrolio, del gas e del carbone. Una misura «molto discussa ma mai davvero attuata» poi, sarebbe il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica. A livello nazionale invece Cgia chiede al governo di rafforzare le risorse stanziate con il decreto bollette, dato che «i 3 miliardi di euro previsti rischiano di non essere sufficienti a scongiurare che un eventuale shock energetico si traduca in una crisi sociale ed economica di vasta portata».
La Pasqua Sempre in tema di rincari, secondo l’Osservatorio nazionale Federconsumatori, nel 2026 l’aumento medio per i prodotti pasquali è del 5,2 per cento rispetto allo scorso anno. Rincari ci sono soprattutto per il cioccolato: le uova di Pasqua salgono in media del 6 per cento, con picchi dell’8 per cento per formati piccoli e coniglietti. Aumenti anche per la colomba (+7 per cento) e per le carni tradizionali come agnello e coniglio (+10 per cento), mentre le uova fresche crescono dell’8 per cento. Le famiglie, spiega l’associazione, si orientano verso scelte più attente al rapporto qualità-prezzo, alla sostenibilità e ai prodotti locali, con maggiore attenzione agli sprechi. Restano prudenti anche i consumi: pochi viaggi (1 famiglia su 7, quasi tutti in Italia) e solo una su quattro pranzerà fuori, privilegiando soluzioni fai da te, agriturismi e cucina tradizionale.
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