Blocco del centrosinistra, senza parole

Il gruppo Pettinari non ha raggiunto le 8 firme necessarie per chiedere l’attivazione della commissione consiliare d’inchiesta sui concorsi pubblici in Comune e per il capogruppo Domenico Pettinari e i consiglieri Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea se quella richiesta non si potrà discutere è perché il centrosinistra ha impedito che ciò accadesse. L’intenzione di chiedere quella commissione, il gruppo consiliare di minoranza l’aveva annunciata subito dopo la notizia sui quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta nata attorno ai concorsi, ma la proposta non sarà neanche vagliata.
Per il gruppo consiliare un’occasione mancata per fare chiarezza sulle procedure di selezione del personale degli ultimi sette anni attraverso la verifica, sottolineano, di atti, modalità di svolgimento e possibili criticità amministrative. Il comportamento del centrosinistra per il gruppo Pettinari, avrebbe quindi impedito un approfondimento istituzionale su una vicenda di interesse pubblico. “Una scelta che ci lascia senza parola”, affermano gli esponenti di minoranza che non intendono comunque fermarsi e che annunciano nuove azioni per avere la chiarezza che chiedono ci sia.
“Avevamo chiesto all’ex candidato sindaco di centro sinistra Carlo Costantini di farsi portavoce della nostra richiesta verso tutti i consiglieri di centrosinistra e, dopo diversi giorni, il consigliere Costantini ci ha fatto sapere che i rappresentanti del centrosinistra presenti in consiglio comunale non intendevano sottoscriverla”, fa quindi sapere il capogruppo comunale con i consiglieri Di Pillo e D’Andrea.
Ricevi le notizie de IlPescara su Whatsapp
“La proposta della commissione di indagine nasceva dalla necessità di fare piena chiarezza su una materia particolarmente delicata e rilevante per la vita amministrativa della città. Le procedure concorsuali pubbliche rappresentano infatti uno dei momenti più importanti dell’azione amministrativa, poiché – affermano – attengono direttamente ai principi di imparzialità, trasparenza, buon andamento della pubblica amministrazione e pari opportunità di accesso al pubblico impiego”.
“Negli ultimi anni, e in particolare dalla fine della precedente consiliatura fino all’attuale mandato amministrativo, sulla gestione dei concorsi comunali si è sviluppato un ampio dibattito pubblico e politico che ha coinvolto forze politiche, organi di informazione, organizzazioni sindacali, candidati e cittadini. In diverse sedi sono emerse osservazioni, richieste di chiarimento e contestazioni riguardanti l’organizzazione delle procedure selettive, la gestione amministrativa degli atti e le modalità di assunzione del personale”.
“Proprio per questo – ribadiscono – avevamo ritenuto doveroso proporre l’istituzione di un commissione d’Indagine con il compito di verificare fatti, atti e procedimenti relativi ai concorsi espletati dal Comune negli ultimi sette anni, acquisire la documentazione necessaria, analizzare le procedure adottate, verificare la correttezza amministrativa delle attività svolte dagli uffici e accertare eventuali criticità o anomalie, relazionando infine al consiglio comunale”.
“Non si trattava di una iniziativa contro qualcuno né di uno strumento di polemica politica – precisano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea -, ma di un atto di trasparenza istituzionale finalizzato esclusivamente ad accertare i fatti e a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni anche alla luce dell’ultima inchiesta giudiziaria condotta dal pubblico ministero Gennaro Varone che vede alcuni indagati eccellenti del comune proprio in merito ad alcuni concorsi”.
“Purtroppo il regolamento comunale prevede che la richiesta debba essere sottoscritta da almeno otto consiglieri comunali per poter essere formalmente presentata e discussa dal Consiglio. Il nostro gruppo civico conta soltanto tre consiglieri e aveva pertanto bisogno di almeno altre cinque firme provenienti dai gruppi di opposizione. Quelle firme non sono arrivate”, chiosano. “I consiglieri di centrosinistra hanno deciso di non sottoscrivere la richiesta, impedendo di fatto non solo l’istituzione della commissione, ma persino la possibilità che il consiglio comunale si pronunciasse sulla proposta. Non è stato quindi negato soltanto uno strumento di approfondimento e controllo, ma è stato impedito lo stesso confronto democratico all’interno dell’assemblea cittadina”.
“Si tratta di una scelta che ci lascia senza parole – incalzano – . In una vicenda che riguarda la trasparenza amministrativa, il corretto svolgimento delle procedure concorsuali e il diritto dei cittadini a conoscere come vengono gestite le assunzioni pubbliche, ci saremmo aspettati la massima disponibilità da parte di tutte le forze di opposizione”. “Quanto accaduto conferma ancora una volta una realtà che i cittadini possono constatare quotidianamente nei lavori del consiglio comunale di Pescara: il nostro gruppo civico rappresenta la vera opposizione all’amministrazione di centrodestra. Mentre noi continuiamo a svolgere fino in fondo il nostro ruolo di controllo politico e amministrativo, altri preferiscono sottrarsi anche alle più elementari iniziative di verifica”, affermano ancora gli esponenti di minoranza.
“La mancata sottoscrizione della richiesta di commissione d’Indagine rappresenta l’ennesimo episodio che evidenzia a nostro avviso la persistenza di un vecchio consociativismo tra destra e sinistra che finisce per indebolire il ruolo delle minoranze e per privare la città di un’opposizione forte e autonoma”.
“Nonostante questo grave ostacolo – concludono -, continueremo a batterci affinché venga fatta piena luce su tutte le questioni che riguardano la trasparenza amministrativa, il corretto funzionamento delle istituzioni e il rispetto dei principi che devono guidare ogni procedura pubblica nell’interesse esclusivo dei cittadini pescaresi”.
Source link




