Calabria

Blitz anti-pirateria a Crotone: smantellata la rete del “Pezzotto”. Nei guai 4 gestori e quasi 3.000 clienti



logo
Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud


Un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro stroncato alla vigilia dei Mondiali di calcio FIFA 2026. I finanzieri del Comando provinciale di Crotone, in una sinergia investigativa con i Nuclei Speciali di Roma (Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, Beni e Servizi, e Polizia Valutaria), hanno disarticolato un’imponente rete di streaming illegale.

L’operazione, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, rappresenta uno dei primi e più significativi interventi anti-pirateria di questa portata in Calabria. L’indagine ha portato alla denuncia di quattro cittadini italiani, al sequestro di beni per 650.000 euro e all’identificazione di ben 2.769 clienti in tutta Italia, ora a rischio di pesantissime sanzioni.

La piramide del “Pezzotto”: dai server alla Tv di casa

Le fiamme gialle hanno individuato nella città pitagorica ben tre centrali di smistamento illegale del segnale IPTV. L’architettura criminale era strutturata come una vera e propria azienda commerciale, divisa su più livelli:

Head-provider: I fornitori principali al vertice della filiera, responsabili della gestione dei server sorgente.

Reseller: I soggetti intermedi che, capillarmente diffusi su tutto il territorio nazionale, acquistavano i pacchetti per rivenderli al pubblico.

Utenti finali: I clienti che fruivano del servizio illegale.

Il sistema offriva, a prezzi stracciati (tra i 10 e i 40 euro), l’accesso abusivo ai palinsesti blindati delle maggiori piattaforme digitali e satellitari come Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify. Per fidelizzare il cliente, i sodali avevano persino allestito un finto “servizio di assistenza clienti” per risolvere i problemi tecnici di visione.

L’errore nei bonifici e il riciclaggio in criptovalute

A far scattare le indagini sono state alcune segnalazioni di operazioni finanziarie sospette. L’analisi meticolosa dei flussi bancari ha rivelato un dettaglio macroscopico: decine di bonifici presentavano come causale esplicita la dicitura “IBO PLAYER PRO”, un noto software utilizzato per la riproduzione di flussi streaming illeciti su smartphone, smart-tv e computer.

Seguendo la pista dei soldi, i militari hanno accertato che i proventi illeciti – stimati in circa 650.000 euro – non venivano semplicemente accumulati, ma sistematicamente reinvestiti nell’economia legale e nell’acquisto di monete virtuali (criptovalute), nel tentativo di ripulire il denaro e occultarne la provenienza.

Maxi-sequestro e batosta per gli utenti: sanzioni fino a 5.000 euro

L’operazione si è conclusa con il sequestro preventivo d’urgenza di beni per un valore di 650.000 euro (pari all’intero profitto stimato della frode). I quattro gestori crotonesi sono stati denunciati a piede libero e dovranno rispondere di gravi violazioni del copyright, violazione della proprietà intellettuale e autoriciclaggio.

Ma la scure della Guardia di Finanza si abbatte anche sui consumatori. I 2.769 clienti identificati, residenti in ben 43 province italiane, riceveranno nei prossimi giorni sanzioni amministrative pecuniarie. Le multe variano da 154 euro fino a 5.000 euro per i casi più gravi di recidiva.

Andrea Duilio (Sky Italia): “Gli utenti di questi servizi si espongono a multe e truffe”

«Ringrazio la Procura di Crotone e la Guardia di Finanza di Crotone per questa nuova operazione antipirateria, che conferma l’impegno costante delle forze dell’ordine a tutela di chi sceglie legalità e la loro capacità di identificare gli utenti pirata. Un’azione importante per contrastare il senso di impunità che ancora accompagna questo fenomeno e per ricordare agli utenti di questi servizi che si espongono non solo a multe e sanzioni, ma anche a truffe, furti di dati personali e minacce informatiche». E’ quanto dichiara in una nota Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »