Blackout durante la veglia pasquale: la celebrazione continua a lume di candela
ROSELLE – Certe volte, il caso sembra voler aggiungere un tocco di miracolo, proprio là dove già si celebra la speranza. È accaduto la notte del 4 aprile, durante la solenne veglia pasquale nella chiesa di Roselle, quando un improvviso blackout ha spento le luci di parte del paese e immerso la celebrazione nel buio. Ma proprio allora, nel silenzio interrotto solo dai canti e dalle letture: la cerimonia non si è scomposta, don Pier Mosetti si è guardato inforno e ha continuato. In una chiesa che, calata improvvisamente nell’oscurità, ha iniziato a rischiararsi con le candele, accese con un fuoco che i fedeli si sono passati, di fiammella in fiammella.
Poco prima, all’inizio della celebrazione, il parroco, nel sagrato, aveva acceso il cero pasquale, simbolo della luce di Cristo risorto. Una fiamma che i fedeli avevano poi condiviso, accendendo le proprie candele una dopo l’altra, passandosi il fuoco in un gesto semplice e potente, già prima dell’ingresso nella parrocchia. Quando la corrente è venuta a mancare, quella luce, nata e custodita nella fede, è rimasta. E ha continuato a illuminare volti, preghiere e canti, dando alla notte di Pasqua un significato ancora più profondo.
La cerimonia è continuata così, illuminata dai fedeli con le loro candele, vuota degli ausili tecnici, ma colma di umanità. Arrivando al suo termine, senza indugi. E alla fine della veglia, uscire fuori immersi in un’oscurità alla quale chi vive in città non è certo abituato, ha sicuramente reso bene l’idea di quanto ogni persona, con la propria candela unita insieme alle altre, sia stata capace di portare la luce. Facendosi così anche veicolo di un messaggio, capace di andare oltre ogni religione e ogni confine.
Buona Pasqua a tutte e a tutti.





