Bimbo caduto dal terrazzo di una scuola a Voltri: 12 indagati per abbandono di minore e omissione di atti d’ufficio

Genova. La pm Patrizia Petruzziello ha iscritto nel registro degli indagati 12 persone, tutte facenti parte del personale scolastico, per il bimbo di sette anni caduto dal terrazzo della scuola di Voltri il 18 settembre scorso.
Le ipotesi di reato sono abbandono di minore e omissioni d’atti d’ufficio. Ad essere indagati sono la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo, alcuni insegnanti di sostegno e personale scolastico del polo Res, ma anche personale della scuola frequentata dal bimbo nello scorso anno scolastico, che non avrebbero trasmesso tempestivamente alla nuova scuola le informazioni relative alla situazione del piccolo, che necessitava di una sorveglianza continua.
Invece il bimbo, come era emerso dai primi accertamenti della squadra mobile, sarebbe stato lasciato solo per circa 20 minuti: il suo insegnante di sostegno quel giorno era assente e non è chiaro chi avrebbe dovuto sorvegliarlo e non lo ha fatto. Il bimbo così era riuscito a percorrere una scala senza corrimano, aveva aperto una porta-finestra, raggiunto il terrazzino e da lì era precipitato per circa 8 metri.
Proprio sulla sicurezza della struttura, destinata fra l’altro a bambini con esigente educative speciali, verte il secondo filone di inchiesta della Procura. Gli investigatori, stanno terminando l’analisi della documentazione acquisita sia in Comune che presso l’ente proprietario della struttura, l’Opera Pia Villa Duchessa di Galliera. E sarebbero emerse alcune carenze rispetto ai requisiti minimi di sicurezza. Altri avvisi di garanzia saranno quindi inviati nelle prossime settimane.
In questa fase gli avvisi di garanzia sono necessari affinché tutte le persone che potrebbero avere responsabilità in questa vicenda possano partecipare ai prossimi accertamenti tecnici, ma sono anche un modo affinché i famigliari del bimbo (assistito dagli avvocati Piccini ed Elena Quartero) possano prendere contatto con i difensori degli indagati ai fini del risarcimento del danno. Il bimbo, infatti, dopo un lungo periodo in terapia intensiva, ora deve affrontare una riabilitazione complessa affinché – si spera – possa recuperare l’uso delle gambe e tornare a camminare.




