Billie Jean King contro la “Battaglia dei sessi”: questo è solo il tennis delle esibizioni
La sua era stata veramente la battaglia dei sessi. Lei ha veramente cambiato un po’ il mondo. Ha rivoluzionato il tennis. Questa roba qui, a Dubai, con i montepremi da milioni, con una sfida che non è una sfida, non le piace. “L’unica somiglianza – dice Billie Jean King, vincitrice della celebre partita del 1973 con Riggs – è che uno è un ragazzo e l’altro una ragazza. Tutto qui. Il nostro incontro riguardava il cambiamento sociale, culturale. Questo è un’altra cosa”.

La leggenda del tennis femminile, in un’epoca, gli anni 70, in cui le donne dovevano avere le garanzie da un uomo per avere il libretto degli assegni, con otto altre tenniste, iniziò il circuito femminile, per un dollaro di paga, sfidò la storia.
Come ha raccontato in una splendida intervista del 2021 a Emanuela Audisio scardinarono un sistema, voluto e mantenuto dagli uomini. Senza aperture.


Lei è nell’immortalità tennistica, lei ha battuto nella vera battaglia dei sessi Bobby Riggs, che a 55 anni disse convinto delle “naturali differenze tra uomini e donne” e che neanche la donna numero uno del mondo non poteva batterlo. Era il 1973. Quel match in tv fu seguito da 90 milioni di persone. Vinse lei 6-3 6-4 6-3 e cambiò la storia. Legittimò la richiesta di una parità nei montepremi per tutte.

Tra pochi giorni ci sarà l’esibizione Aryna Sabalenka e Nick Kyrgios, il 28 dicembre a Dubai. E dove sennò? Montepremi, agenti, tv. Definita la nuova battaglia dei sessi. Che fa orrore a chi “La battaglia dei sessi” l’ha fatta davvero perché – ricorda con orgoglio – “quel match aveva una valenza sociale”. Questa volta, ricchi premi e tanti milioni. Ma niente cambierà per sempre.
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