Emilia Romagna

Bignami: “Al Navile bene le contestazioni, ma il Comune faccia la sua parte”


Al Navile lunedì è già annunciata battaglia. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, in Bolognina è stato lanciato un presidio di contestazione “contro il caro vita e contro i finanziamenti alla guerra”, in concomitanza con un evento di Fratelli d’Italia in programma alle 18.30 all’hotel Il Guercino, in via Luigi Serra, a cui parteciperà anche Galeazzo Bignami. Ma al capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera la prospettiva non sembra preoccupare affatto: anzi, la definisce quasi una garanzia. Ne ha parlato sabato 12 settembre, all’Hotel Amadeus di via Marco Emilio Lepido, dove il partito ha aperto la propria campagna bolognese con l’iniziativa “Le prossime sfide per Bologna, l’Italia e l’Europa”. Accanto a lui, tra gli altri, il senatore Marco Lisei, l’eurodeputato Stefano Cavedagna e il coordinatore cittadino di FdI Francesco Sassone.

“Mi sarei offeso se non ci fosse stato qualcuno a contestare”, dice Bignami parlando delle proteste attese lunedì. “Il fatto che loro contestino vuol dire che stiamo andando in una direzione giusta. Il giorno in cui sigle antagoniste ed estrema sinistra diranno che stiamo facendo bene, allora sì che mi preoccuperò”. Sulla sicurezza nel quartiere, difende l’operato del governo, zone rosse comprese, ma indica un limite: senza la volontà politica del sindaco e delle istituzioni locali, avverte, è “come costruire una casa senza dare poi la possibilità alla gente di entrarci”.

Interpellato sul candidato sindaco del centrodestra, Bignami conferma le due anime della coalizione, tra chi vuole un nome di partito e chi, come lui, spinge per un profilo civico “all’altezza” della città. Nessuna data per l’annuncio, ma la promessa di essere pronti per la scadenza elettorale.

Su Vannacci “Chi tradisce una volta tradirà di nuovo”

Il capogruppo di FdI, parlando al pubblico di suoi sostenitori, allarga poi lo sguardo alla politica nazionale, in un passaggio dai toni netti che sembra rivolto alle tensioni con l’area riconducibile al generale Roberto Vannacci, senza però mai nominarlo direttamente. “Non possiamo allearci con chi ha già tradito, perché chi tradisce una volta può tradire due, tre volte”, dice Bignami, mettendo in guardia dal rischio che le divisioni nel centrodestra finiscano per favorire la sinistra. Secondo Bignami, dietro le critiche di chi si professa “più a destra” del governo ci sarebbe in realtà l’obiettivo di far cadere Giorgia Meloni.

Difende poi il bilancio dell’esecutivo sull’immigrazione, rivendicando un calo degli sbarchi dell’80% e un numero di espulsioni triplicato rispetto al passato, e avverte che una caduta del governo riporterebbe in campo scenari che considera “irreversibili”, dalla cittadinanza automatica ai figli dei migranti nati in Italia alla riapertura dei porti.


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