Benetton chiede nuovi sacrifici: primo sciopero dopo 30 anni

MILANO – Si incrina il clima di collaborazione tra i sindacati e Benetton Group, dopo che l’amministratore delegato Claudio Sforza ha chiesto a 80 dipendenti, pari a un decimo dell’organico del gruppo veneto, una cassa integrazione al 90% per gli ultimi due mesi dell’anno. Il gruppo di abbigliamento che è impegnato in una pesantissima ristrutturazione, e che quest’anno dovrebbe dimezzare le perdite a una cinquantina di milioni di euro, di fronte a un peggioramento dei risultati delle vendite ha infatti chiesto nuovi sacrifici ai suoi addetti, notificando la misura straordinaria con solo tre giorni di preavviso.
Manovra straordinaria non concordata coi sindacati
I segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, Massimo Messina, Rudy Roffarè e Francesca Mazzoli, premettendo di non essere contrari all’utilizzo in sé degli ammortizzatori sociali – peraltro già concordati e in vigore fino al 31 dicembre in base ad uno schema approvato ad inizio anno – hanno ritenuto inaccettabile che il nuovo provvedimento sia intervenuto senza una preventiva consultazione tra le parti.
E così ieri mattina i dipendenti di Castrette di Villorba, nel Trevigiano, hanno scioperato per due ore facendo un sit in nel piazzale antistante la sede centrale e al nuovo polo della logistica del gruppo. L’assenza di un confronto, più che l’entità della misura, è stata la scintilla che ha portato al primo sciopero della Benetton Group degli ultimi trent’anni. I sindacati hanno quindi chiesto con urgenza un incontro con l’ad Sforza per conoscere nel dettaglio il piano industriale, e per provare a convertire l’ammortizzatore sociale imposto a 80 dipendenti, in una misura che spalmi il sacrificio necessario sull’intero organico di 800. Anche perché la nuova misura appena annunciata, segue un massiccio piano di esodi incentivati e strumenti di accompagnamento alla pensione, che ha portato all’uscita volontaria di un terzo dei dipendenti del gruppo ovvero circa 400 persone.
Conti ancora in rosso, l’obiettivo è il pareggio nel 2026
Nel primo semestre Benetton Group ha registrato ricavi in calo a 279 milioni (il 5,7% in meno rispetto ai 296 dello stesso periodo 2024), con perdite in diminuzione a 37 milioni, dai 66,5 di gennaio-giugno 2024. Il calo delle perdite è stato accompagnato anche da un importante taglio dei costi del personale, sceso dai 67,2 della prima metà del 2024 ai 51,5 milioni del primo semestre 2025. L’obiettivo di Sforza resta quello di risanare il gruppo entro la fine del 2026, quando Benetton Group prevede di chiudere per la prima volta da oltre un decennio in sostanziale pareggio. Ma nonostante la maxi ristrutturazione in atto, il debole andamento del settore abbigliamento, avrebbe costretto Sforza a chiedere nuove misure d’emergenza.
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