Veneto

Bambino aggredito da un rottweiler a Mestre: ferito gravemente

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Un grave episodio ha scosso Mestre nel pomeriggio di venerdì scorso. Poco dopo le 15, in via Cavallotti, un bambino di sette anni è stato aggredito da un rottweiler mentre si trovava a passeggio con la propria famiglia.
Secondo la ricostruzione dei fatti, il cane sarebbe sfuggito al controllo del proprietario e avrebbe assalito il piccolo, mordendolo al braccio sinistro. L’attacco è stato improvviso e violento, tanto da provocare il panico tra i presenti e in particolare tra i genitori del bambino, che hanno assistito alla scena senza poter intervenire immediatamente.

Subito dopo l’aggressione, il cane e il suo conduttore si sono allontanati dal luogo dell’incidente, lasciando il bambino ferito a terra e la famiglia sotto shock.

I soccorsi e le condizioni del bambino

Sul posto è intervenuto tempestivamente il personale sanitario del Suem 118, che ha prestato le prime cure al bambino prima di trasferirlo all’ospedale dell’Angelo. Le ferite riportate, causate dai morsi dell’animale, sono risultate particolarmente serie, al punto che i medici hanno disposto un intervento chirurgico per trattare le lacerazioni al braccio. La prognosi complessiva supera i quaranta giorni, configurando quindi un quadro clinico di lesioni gravi. Nonostante la gravità dell’accaduto, le condizioni del bambino sono considerate sotto controllo, resta allo stesso tempo un forte impatto psicologico sull’intera famiglia, ancora scossa per quanto accaduto.

La fuga e l’identificazione del proprietario

Uno degli elementi più rilevanti dell’episodio riguarda il comportamento del proprietario del cane, che si è allontanato immediatamente dopo l’aggressione senza prestare soccorso. Le indagini, avviate dalla polizia locale, intervenuta sul posto per raccogliere testimonianze e ricostruire la dinamica dei fatti, hanno acquisito anche le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Così, nella tarda serata di Pasquetta, il responsabile è stato identificato: si tratta di un ragazzo di 17 anni di origine straniera. Considerata la prognosi superiore ai quaranta giorni, è scattata automaticamente la denuncia d’ufficio per lesioni colpose e omessa custodia dell’animale.

Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire alcuni dettagli, tra cui se il cane fosse tenuto al guinzaglio e in che modo sia riuscito a sfuggire al controllo. Non è escluso che ulteriori elementi possano emergere dalle testimonianze raccolte e aggravare la posizione del responsabile.

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Le responsabilitĂ  legali

Il caso riporta l’attenzione sul quadro normativo italiano relativo alla gestione degli animali domestici, in particolare quelli di grossa taglia. La legge non prevede una distinzione tra razze considerate pericolose e altre, ma attribuisce piena responsabilità al proprietario per il comportamento del proprio animale. Nei luoghi pubblici è obbligatorio utilizzare un guinzaglio non superiore a 1,5 metri e avere con sé una museruola da applicare in caso di necessità.

Inoltre, ogni cane deve essere registrato all’anagrafe canina e dotato di microchip, così come il proprietario è tenuto a garantire una custodia adeguata per evitare situazioni di pericolo. Dal punto di vista civile, chi possiede un cane risponde sempre dei danni causati dall’animale, anche in assenza di colpa diretta. Questo include il risarcimento delle spese mediche e dei danni biologici e morali.

Sul piano penale, nel caso di lesioni personali provocate da un animale, si configura il reato di lesioni colpose. Quando la prognosi supera i quaranta giorni, come in questo episodio, si parla di lesioni gravi e si procede d’ufficio, con possibili sanzioni che vanno dalla multa alla reclusione.

Sicurezza e prevenzione

L’aggressione ha riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulla gestione responsabile degli animali. Episodi che coinvolgono bambini, in particolare, suscitano forte preoccupazione tra i cittadini. Molti residenti di Mestre hanno espresso solidarietà alla famiglia del bambino e richiesto maggiori controlli nelle aree frequentate da famiglie e minori.

Cosa può accadere ora

Le autorità locali proseguono le indagini per chiarire ogni aspetto dell’accaduto. In base agli sviluppi, potrebbero essere adottati provvedimenti nei confronti del proprietario e valutate eventuali misure restrittive relative al cane, come previsto dalla normativa vigente.


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