Bambini, giovani e anziani: la qualità della vita non premia il Molise | isNews
I dati emersi dal consueto studio del Sole 24 Ore. Qualche segnale positivo c’è e riguarda i più piccoli
CAMPOBASSO/ ISERNIA. Qualche segnale positivo c’è, ma anche quest’anno la qualità della vita per bambini, giovani e anziani non premia il Molise. Questo quanto emerge dalla sesta edizione degli indici generazionali del Sole 24 Ore, presentati in anteprima al Festival dell’Economia di Trento, che fotografano il livello di benessere nei territori italiani attraverso 60 indicatori complessivi, 20 per ciascuna fascia d’età.
L’indagine, ampliata rispetto allo scorso anno, prende in esame aspetti economici, servizi, opportunità di studio e lavoro, qualità delle relazioni sociali e capacità dei territori di rispondere alle esigenze delle diverse generazioni. Tra le novità introdotte figurano anche i servizi di prossimità – come la possibilità di raggiungere negozi, farmacie e attività ricreative in pochi minuti a piedi – e la presenza di reti familiari e sociali di supporto, considerate sempre più determinanti per il benessere delle persone.
Per il Molise il quadro resta in chiaroscuro. I segnali migliori arrivano dalla graduatoria dedicata ai bambini, dove la provincia di Isernia si piazza al 47° posto e quella di Campobasso al 53°.
Lo scenario cambia quando si analizzano le condizioni dei giovani tra i 18 e i 35 anni. In questa fascia Isernia scivola al 76° posto, mentre Campobasso si ferma addirittura all’87°, evidenziando le difficoltà legate soprattutto alle opportunità lavorative, ai servizi e alle prospettive di permanenza nei territori del Mezzogiorno.
Situazione analoga anche per gli anziani. In questo caso Campobasso supera Isernia, attestandosi al 75° posto, mentre la provincia pentra scende all’88°. Un dato che conferma le criticità legate all’assistenza, ai servizi e alla qualità della vita per la popolazione over 65.
Le classifiche del Sole 24 Ore confermano inoltre un divario territoriale ormai consolidato: le province del Sud occupano nella maggior parte dei casi le posizioni più basse degli indici generazionali, mentre il Nord-est continua a guidare le graduatorie nazionali. Ai vertici figurano Trieste per la qualità della vita degli anziani, Bolzano per quella dei giovani e Firenze per il benessere dei bambini.
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