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“Attentato falso”: il giornalista Adriano Cappellari indagato per simulazione di reato e calunnia

Incendio, calunnia e simulazione di reato: sono le tre accuse rivolte ad Adriano Cappellari, il giovane collaboratore di un settimanale di Enego, nel Vicentino, che aveva denunciato di aver subito un incendio al portone di casa e aver ricevuto minacce scritte nei suoi confronti e contro don Maurizio Patriciello e la premier Giorgia Meloni. I carabinieri di Bassano del Grappa, su ordine della procura di Vicenza, hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella sua abitazione.

Lo scorso 30 maggio, le telecamere di sorveglianza avevano ripreso un individuo a volto coperto mentre innescava, intorno alle 23.30, un pacco esplosivo davanti alla casa del cronista, lasciando sul posto alcune bombole di gas e un messaggio di minacce. Al momento dell’esplosione, secondo una prima ricostruzione, Cappellari si trovava da solo in casa, essendo rientrato da pochi minuti dopo aver trascorso la serata da conoscenti.

Sul luogo dell’esplosione, era anche stata lasciata una lettera contenente nuove minacce e alcune fotografie del giornalista segnate con una “X”. Nei mesi precedenti, il giovane cronista vicentino era stato impegnato nel documentare e raccontare le dinamiche criminali di Caivano, in provincia di Napoli, seguendo da vicino l’attività sul territorio di don Patriciello. Prima di quello che la procura ritiene un falso attentato, Cappellari aveva già denunciato di aver ricevuto lettere anonime contenenti espliciti inviti a smettere di scrivere e pesanti minacce.

Dopo l’incendio davanti a casa dello scorso maggio, tra gli altri, avevano espresso solidarietà al 20enne l’ex presidente della Regione Veneto Luca Zaia e la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola. La premier Giorgia Meloni aveva inviato un messaggio di solidarietà: “L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui”. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva telefonato a Cappellari in segno di vicinanza. Una settimana dopo il falso attentato, al cronista era stata assegnata la scorta: “Mi hanno assegnato un’auto con due carabinieri e i miei spostamenti devono essere programmati. Una situazione un po’ pesante, devo abituarmi, però almeno mi sento più sicuro”, aveva commentato auspicando che venisse “trovato presto il responsabile”.

L’articolo “Attentato falso”: il giornalista Adriano Cappellari indagato per simulazione di reato e calunnia proviene da Il Fatto Quotidiano.


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