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Assunzioni Pubblica Amministrazione, Zangrillo: “Un milione di posti in sei anni. Con Camilla e l’app inPA il concorso è a portata di smartphone”

Chi avrebbe mai immaginato, fino a qualche decennio fa, di potersi iscrivere a un bando statale direttamente dal telefono, magari mentre si aspetta l’autobus?

La macchina dello Stato sta cambiando pelle; una trasformazione imponente, dettata da un’esigenza anagrafica ormai impossibile da ignorare. Nei prossimi sei anni, circa un milione di storici dipendenti lascerà gli uffici per godersi la meritata pensione. Chi prenderà il loro posto?

Le porte sembrano decisamente spalancate per i ragazzi. A delineare i contorni di questa imponente ondata di assunzioni nella PA ci ha pensato il Ministro Paolo Zangrillo. Ospite del vodcast #Sapevatelo di Skuola.net, il titolare del dicastero ha illustrato cifre, novità tecnologiche e prospettive di carriera pensate appositamente per attrarre i talenti più freschi.

Il “Tinder dei concorsi” e le tempistiche azzerate

La burocrazia lenta, fatta di scartoffie e attese estenuanti, ha ceduto il passo al digitale. Oggi tutto transita dal portale unico inPA, la piattaforma accessibile da smartphone che accentra l’intera offerta pubblica: basti pensare che, tra il 2024 e il 2025, sono previsti in media 22.000 bandi all’anno.

Orientarsi in questo mare di proposte potrebbe sembrare complicato; eppure, la soluzione arriva dall’intelligenza artificiale. Il sistema si affida a Camilla, un assistente virtuale che i conduttori della trasmissione hanno simpaticamente ribattezzato il “Tinder dei concorsi”.

Zangrillo ha simulato una richiesta pratica: “Cara Camilla, quali sono i concorsi che mi suggerisci? – ha ironizzato il Ministro – E Camilla in venti secondi ti dà l’elenco di tutti i concorsi che sono adatti al tipo di caratteristiche e di fabbisogni che tu le hai spiegato.

Questa evoluzione tech abbatte i tempi d’attesa. Se prima una selezione richiedeva oltre due anni, oggi i candidati riescono a concludere l’iter in appena quattro o cinque mesi.

Ricambio generazionale: spazio agli under 30 e ai diplomati ITS

I numeri iniziano a dare ragione a questa coraggiosa strategia. Il blocco del turnover aveva innalzato l’età media negli uffici oltre la soglia dei 52 anni; oggi, grazie a 645.000 recenti inserimenti, la curva anagrafica è scesa a 48 anni (e oltre il 28% dei neoassunti ha meno di trent’anni).

Il Ministero guarda con forte interesse anche ai percorsi tecnici post-diploma, creando una corsia preferenziale per i diplomati degli ITS Academy. L’amministrazione offre loro un’assunzione a tempo determinato della durata di 36 mesi nella qualifica di funzionario, finanziando contestualmente il percorso universitario.

Mentre lavori nella pubblica amministrazione puoi anche laurearti, – ha precisato il Ministro durante l’intervista – e quindi acquisire quella qualifica che ti consente poi di trasformare il tuo contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato.

Persino il voto della Maturità, vissuto spesso con grande ansia, smette di rappresentare un ostacolo insormontabile. Aver concluso il ciclo di studi certifica la preparazione del ragazzo, garantendogli il pieno accesso alle selezioni a prescindere dal punteggio finale stampato sul diploma.

Stipendi competitivi, flessibilità e promozione sul campo

A volte si tende a sottovalutare l’aspetto economico dell’impiego statale. Zangrillo ha voluto rassicurare i futuri candidati, ricordando come le retribuzioni d’ingresso siano assolutamente in linea con il mercato. Un giovane diplomato può contare su un primo stipendio che si aggira intorno ai 1.500 o 1.600 euro mensili, puliti in busta paga: una cifra che supera le offerte iniziali di innumerevoli studi professionali privati.

I soldi, tuttavia, non esauriscono le richieste delle nuove generazioni. Ragazzi e ragazze cercano soprattutto un equilibrio sano tra l’impegno in ufficio e la sfera privata. Per intercettare questa esigenza di conciliazione, il lavoro agile è diventato una componente stabile degli accordi contrattuali.

L’attenzione si sposta così dalla semplice presenza fisica al conseguimento dei risultati pattuiti. “Quello che a me importa è che quello che io mi aspetto da lui sia realizzato; – ha chiarito Zangrillo parlando dello smart workingse poi lui non lo fa in ufficio o lo fa a casa per me è indifferente.


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