Assoenologi, ‘basta masochismo del vino italiano’ – Vino
“Basta masochismo del vino
italiano”: è l’appello del presidente di Assoenologi, Riccardo
Cotarella, intervenuto al convegno ‘Ripensare il vino: strumenti
e strategie per crescere in un mercato che cambia’, promosso
insieme a Pier Paolo Chiasso, riservato alle sole aziende che
hanno la consulenza tecnica, con la partecipazione di
produttori, responsabili marketing e giornalisti. L’iniziativa,
ospitata nella sede della scuola di formazione di personale di
sala Intrecci, nasce come momento di confronto su quanto sta
accadendo nel settore vitivinicolo a livello nazionale e
internazionale, in una fase di profondi cambiamenti per il
comparto.
“Quando parlo di masochismo enologico intendo l’intero
settore vitivinicolo”, ha spiegato Cotarella. “Da anni – ha
aggiunto – siamo attaccati da ogni fronte, spesso in maniera
scorretta, non vera e ingiustificabile”. Il riferimento è alle
campagne che mettono in discussione il consumo di vino. “Si
parla di danni alla salute – sostiene Cotarella – quando la
stessa Onu ha chiarito che un consumo moderato non è dannoso”.
Secondo il presidente di Assoenologi, il comparto rischia
però di farsi male anche da solo. “Ci stiamo penalizzando per
inattivismo – ha detto Cotarella – per non essere stati capaci
di spiegare al mondo che cos’è davvero il vino”. Da qui la
necessità di “decisioni ferme”, perché “diversamente il vino
soffrirà ancora per molti anni”.
Un passaggio centrale riguarda i giovani: “Se oggi si
allontanano dal vino è anche responsabilità nostra. Non abbiamo
saputo insegnare loro cosa rappresenta”. Per Cotarella, infatti,
il vino “non è una bevanda, ma cultura, tradizione, un’icona del
genere umano, un modo di vivere e condividere i momenti
migliori”.
Infine, un richiamo al valore strategico del settore per il
Paese: “L’Italia non ha giacimenti di petrolio o pietre
preziose, ma ha questo dono della natura che è il vino, sta a
noi proteggerlo e valorizzarlo”.
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