Toscana

Arte, alla Guzman si celebra Paolo Cardoni

Orbetello (Grosseto). Dal 4 al 16 agosto la sala espositiva della ex Polveriera Guzman ospita l’arte di Paolo Cardoni, noto illustratore, che trasportò le ambientazioni di Orbetello ne “La freccia azzurra”, film diretto da Enzo D’Alò, di cui l’artista realizzò scenografia e personaggi. 

La mostra, organizzata dall’associazione Corrente Alternata con il patrocinio del Comune di Orbetello, si prefigge di rendere omaggio «A un grande illustratore – spiega il presidente di Corrente Alternata, Filippo Muneghina che ci ha lasciato esattamente un anno fa. Paolo Cardoni, romano di nascita, ha sempre vissuto la Maremma, in particolare Talamone e Orbetello, come sua patria di elezione, fino a trasferirvisi definitivamente negli ultimi quindici anni della sua vita. La mostra sarà un evento festoso, in linea con il carattere e la sensibilità dell’autore». 

«Nel corso di quasi mezzo secolo di carriera – aggiunge Muneghina Paolo Cardoni ha lavorato intensamente per l’editoria, illustrando numerosissimi libri, oltre a realizzare copertine e tavole per molte riviste, tra cui l’Europeo. L’Unità, Cuore, Lèggere e molte altre. Il suo impegno si è distinto anche nell’ambito della comunicazione sociale, collaborando con vari enti e ospedali. Per il film “La freccia azzurra”, diretto da Enzo D’Alò, realizzò scenografia e personaggi, ispirandosi nell’ambientazione alla cittadina di Orbetello». 

«Certamente un evento di grande pregio artistico e culturale – sottolinea l’assessore alla cultura, al turismo e al commercio del Comune di Orbetello, Maddalena Ottalicome, ormai da anni, Corrente Alternata ci ha abituati. Alla Guzman stavolta ospitiamo le opere di un grande autore, che ha amato il nostro territorio e il suo amore è stato di ispirazione per la sua arte, impegnata, ironica e mai banale. Invitiamo tutti, quindi, a partecipare a questa esposizione, che non sarà una commemorazione, ma una celebrazione dell’acume intellettuale di un importante artista che a Orbetello aveva scelto di mettere radici profonde».


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