Toscana

Arriva il terzo gestore dei treni in Italia, “ma senza la stazione direttissima non fermerà ad Arezzo”


Un terzo operatore nell’alta velocità ha avuto il via libera per operare in Italia. Le ferrovie nazionali francesi Sncf si apprestano a entrare nel mercato italiano accanto a Ferrovie dello Stato e Italo, con il treno Tgv M a due piani. 

“Questo significa più concorrenza e, auspicabilmente, una riduzione dei prezzi dei biglietti – commenta il comitato per la stazione alta velocità ad Arezzo – Una competizione sana che può favorire la mobilità delle persone, permettendo di spostarsi in modo rapido, sicuro ed efficiente. C’è però anche il rovescio della medaglia: come spesso accade, vedremo sfrecciare questi treni sotto il nostro naso, senza che nessuno si fermi ad Arezzo. Senza una stazione sulla Direttissima, infatti, questo continuerà a essere inevitabile. A questo tema si collega anche la crescente instabilità geopolitica internazionale, che sta mettendo pressione sul settore orafo aretino, il vero “backbone” dell’economia della nostra città. Per questo dobbiamo rilanciare con forza la necessità della stazione MedioEtruria: un’infrastruttura strategica per diversificare l’economia locale e creare nuove opportunità di sviluppo. Sarebbe un’opera di rilancio e un vero volano economico per Arezzo.”

Il vicepresidente Sava Chiassai sottolinea: “Sono quasi cinque anni che insistiamo sul tema MedioEtruria. Nel programma dei prossimi candidati a sindaco auspichiamo che questo progetto diventi una delle priorità.”

Sulla stessa linea anche il segretario Alberti: “Il lavoro ad alto valore aggiunto si attrae creando le condizioni giuste. Una connessione all’alta velocità è una di queste, soprattutto per un territorio come il nostro che si trova lontano dai grandi scali aeroportuali.” 

Infine, il presidente Galli lancia un appello ai candidati a sindaco: “Siate ambiziosi. Limitarsi a promettere di tappare le buche non salverà Arezzo dal declino economico. E nemmeno portare la connessione veloce in luoghi sperduti del comune fermerà i giovani dal cercare altrove opportunità di lavoro migliori. Serve coraggio e serve visione: proporre soluzioni blande non basta. Il futuro della nostra città merita molto di più.”

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