Abruzzo

arresti e sequestri per ricettazione e riciclaggio

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di sei persone, coinvolte nel trasferimento fraudolento di valori finalizzato alla ricettazione, al riciclaggio e all’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Nei giorni scorsi, alle prime luci dell’alba, nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Pescara, la Squadra mobile di Pescara, unitamente alle altre articolazioni della Questura, al Reparto Prevenzione Crimine e unità cinofile, ha proceduto ad arrestare un cittadino italiano, classe ’80, dedito al traffico di droga, e a sottoporre altri cinque cittadini italiani alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nei comuni di rispettiva residenza.

L’attività di indagine ha consentito di ricostruire i canali di investimento del profitto illecito, derivante dallo spaccio di droga. In particolare l’uomo tratto in arresto, avvalendosi del concorso di alcuni congiunti e di altri soggetti provenienti dall’area campana, era riuscito ad avviare fiorenti attività, che spaziavano dalla vendita di articoli casalinghi alla gestione di locali di intrattenimento serale e notturni, reimpiegando ingenti quantitativi di denaro, nell’ordine di circa 800 mila euro.

Nel medesimo contesto sono state sottoposte a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, due società operanti rispettivamente nella vendita al dettaglio di prodotti di vario genere, la cui sede operativa è situata nel quartiere Rancitelli, e un’altra società che si occupa della gestione di locali serali. Davanti a uno di questi, soltanto nello scorso mese di aprile, si è verificata una violenta rissa, che ha visto coinvolti giovani italiani e stranieri, tutti individuati e denunciati dagli investigatori della Squadra mobile, uno dei quali ha riportato una grave ferita da arma bianca.

A comprovare la pericolosità del principale indagato, la circostanza in cui lo stesso ha continuato a condurre i propri traffici illeciti e a gestire fittiziamente le società, anche durante un periodo di detenzione.

Gli indagati sono ritenuti responsabili in concorso dell’intestazione fittizia di beni, posta in essere al fine di agevolare la commissione dei rati di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.


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