Marche

arrestato l’imam, una quindicina le vittime


JESI Sono stati i segnali colti tra i banchi della scuola ordinaria ad aprire una crepa su ciò che, secondo l’accusa, sarebbe accaduto durante le lezioni di religione al centro islamico At-Taqwa di Jesi. Da quelle prime segnalazioni, raccolte dal Commissariato jesino, è partita l’indagine che ha portato un insegnante di religione di 47 anni del centro culturale islamico At-Taqwa agli arresti domiciliari. 

La ricostruzione

L’uomo insegna religione all’interno del centro educativo islamico. I minori, secondo la Procura, gli erano affidati per ragioni educative e di istruzione religiosa. È in quel contesto che sarebbero maturati gli episodi contestati: condotte ripetute, non casi isolati, che hanno portato all’ipotesi di maltrattamenti continuati aggravati. Le segnalazioni arrivate alla Polizia sono state ritenute coerenti e circostanziate. Raccontavano di metodi educativi coercitivi e violenti, di bambini che sarebbero stati puniti davanti a errori o esitazioni durante le lezioni. Da qui il lavoro degli agenti del Commissariato di Jesi, insieme agli investigatori della Squadra Mobile di Ancona guidati dal vice questore Carlo Pinto e coordinati dalla Procura. Nel corso dell’attività svolta ad aprile, il quadro avrebbe trovato conferma. Il 47enne, nella sua qualità di insegnante di religione, avrebbe rivolto minacce ai minori, li avrebbe sottoposti a vessazioni fisiche e morali, li avrebbe umiliati e colpiti con atti di violenza fisica. Nel dettaglio, avrebbe strattonato un bambino, colpendolo con una penna e con schiaffi alla testa. Avrebbe sferrato calci a un altro minore, costringendolo anche a tenersi le orecchie. Altri studenti sarebbero stati colpiti con schiaffi e «manate, anche con una penna impugnata come un coltello», riferiscono gli inquirenti. Un ulteriore alunno, secondo l’accusa, sarebbe stato costretto a eseguire piegamenti sulle gambe tenendosi le orecchie. Sono una quindicina i minori che, finora, sarebbero stati individuati come vittime.

Il provvedimento

La misura cautelare è stata eseguita nel pomeriggio del primo luglio. Gli agenti hanno raggiunto il 47enne all’interno del centro At-Taqwa e, dopo le formalità svolte negli uffici del Commissariato, per lui sono scattati gli arresti domiciliari. L’ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Ancona, nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura. Gli accertamenti proseguono per ricostruire con precisione i singoli episodi, i tempi e il contesto in cui sarebbero maturate le condotte contestate.




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