arrestata la nuora per omicidio preterintenzionale
Bastano un diniego, un sacchetto della spesa negato e una manciata di monete per scatenare la rabbia e consumare un dramma tra le mura domestiche.
A distanza di tre mesi dal decesso di Olivia Spagnoli, 83 anni, per la Procura di Roma il quadro indiziario è ormai completo: gli agenti del commissariato Fidene-Serpentara hanno notificato la misura della custodia cautelare in carcere a carico della nuora della vittima, 56 anni, contestandole il reato di omicidio preterintenzionale.
La dinamica
I fatti risalgono al pomeriggio dello scorso 12 giugno. L’indagata si era presentata alla porta dell’abitazione in cui l’anziana risiedeva insieme al figlio, ex compagno della donna. Non una visita di cortesia, ma una richiesta disperata e pressante di cibo e risorse economiche.
Di fronte al netto rifiuto dell’83enne, la discussione è degenerata in pochi istanti in uno scontro verbale incandescente, udito nitidamente dall’intero condominio.
Nel corso della lite, la 56enne ha strattonato e spinto con violenza l’anziana, facendola rovinare a terra. L’impatto della nuca sul pavimento si è rivelato letale.
Nonostante l’anziana si fosse inizialmente rialzata nel tentativo di sminuire l’accaduto e rifiutare le cure mediche, le sue condizioni cliniche sono precipitate poche ore dopo per il progressivo estendersi di un’emorragia cerebrale. Il decesso è sopraggiunto la mattina di sabato 13 giugno presso l’ospedale Sant’Andrea.
Dalla comunità al carcere: la decisione del GIP
L’autopsia disposta dalla magistratura ha fugato ogni dubbio: il trauma cranico subito durante la caduta è la causa diretta della morte. Per questa ragione le accuse si sono consolidate nell’ipotesi di reato previste dall’articolo 584 del codice penale.
La donna, che subito dopo l’aggressione era stata inserita all’interno di una struttura d’accoglienza e assistenza per soggetti fragili, è stata prelevata dalle forze dell’ordine e trasferita nella sezione femminile del carcere di Rebibbia.
Nel provvedimento, il giudice per le indagini preliminari ha evidenziato il concreto ed elevato rischio di reiterazione di condotte violente.
L’ennesima storia di disperazione urbana dove il confine tra indigenza, solitudine e violenza si cancella in una manciata di secondi.
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