Toscana

Arezzo, prova di forza a Pesaro. Bucchi camaleonte, la squadra lo segue: allungo per la B


L’Arezzo fa tris al Benelli e lo fa con una naturalezza disarmante. Ci si attendeva una battaglia ruvida, sporca, da vincere con il coltello tra i denti, e invece la pratica è stata sbrigata in modo più semplice del previsto. Il gol di Tavernelli dopo nove minuti ha cambiato subito l’inerzia della gara, anestetizzando la Vis Pesaro e spalancando agli amaranto una dolce discesa verso i tre punti. 

Attacco boom

La fotografia del pomeriggio dice 3-0, seconda volta consecutiva con la porta inviolata e Venturi spettatore non pagante: zero parate vere, solo ordinaria amministrazione. Merito soprattutto di una linea difensiva tornata a livelli top. Gilli ha annullato Nicastro, Chiosa si è confermato guida autorevole del reparto e Coppolaro, adattato terzino per necessità, ha offerto una prova massiccia, attenta, persino propositiva. Se l’Arezzo dietro non balla, davanti colpisce: miglior attacco del girone con 41 gol.

Guccione 100

In mezzo al campo l’Arezzo ha accettato di stare più basso del solito, compatto, pronto a ripartire. Ionita è cresciuto con il passare dei minuti, facendo densità e poi gestione, Chierico ha mandato segnali incoraggianti dopo settimane opache e Guccione ha festeggiato le cento presenze in amaranto confermandosi pedina fondamentale del 433 di Bucchi. A oggi, per caratteristiche, è forse l’unico insostituibile della squadra.

Bentornato Tavernelli 

Davanti, invece, i riflettori sono tutti per Tavernelli. Il gol in diagonale al 9’, il primo dopo tre mesi di digiuno, lo ha liberato mentalmente: ha sfiorato la doppietta, propiziato il raddoppio, costretto Paganini al cartellino rosso. È stata la sua serata in una partita in cui i centravanti Ravasio e Cianci, per la prima volta, hanno segnato entrambi su azione. 

Bucchi camaleonte

Il dato più significativo, però, è un altro: come ad Ascoli, l’Arezzo ha saputo cambiare pelle. Meno possesso, più attesa, colpi mirati. La Vis ha palleggiato senza pungere, gli amaranto hanno colpito, aspettato e colpito di nuovo. È il segno di una squadra matura e di un allenatore giovane ma esperto, capace di leggere i contesti. Adesso siamo alla terza vittoria consecutiva, seconda gara senza subire gol, +7 momentaneo sul Ravenna e un tabù spezzato: il Benelli espugnato dopo quasi sessant’anni. L’ultima volta, nel 1968, finì con una promozione in B. I corsi e ricorsi storici non garantiscono nulla ma questo Arezzo viaggia con convinzione. E con personalità.




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