Toscana

Arezzo con me sarebbe internazionale. Ma tra scontri e interessi, la politica non fa per me


Dopo il ritiro della candidatura, torna a parlare Beppe “Sugar” Angiolini. Lo fa affidando le proprie parole ai social: non nasconde l’amarezza per l’epilogo della breve avventura da candidato. E ricostruisce i motivi che lo hanno portato a fare un passo indietro.

“Quando ho accettato questa candidatura – scrive – l’ho fatto con rispetto, con sincerità e con il desiderio autentico di dare qualcosa alla comunità che mi ha cresciuto, che mi appartiene e che porto dentro ogni giorno”. Aggiungendo: “Avrei messo con grande piacere a disposizione di Arezzo tutte le relazioni, le esperienze e le conoscenze costruite negli anni – anche attraverso rapporti con personalità di rilievo nazionale e internazionale per contribuire a renderla sempre più aperta, internazionale, capace di dialogare con il mondo senza perdere la propria identità. Sono convinto che, con impegno e dedizione, avremmo potuto raggiungere traguardi molto importanti. Perché questa città ha un potenziale straordinario e merita di essere riconosciuta, valorizzata e amata per ciò che è: una delle realtà più belle e autentiche della Toscana”.

Ma poi qualcosa si è rotto: “Ho capito che la politica, per come viene vissuta e per quello che richiede, non è il luogo in cui riesco a essere pienamente me stesso. La politica è dialogo, ma è anche scontro. È strategia, compromesso, equilibrio tra interessi diversi. E io ho compreso che il mio modo di contribuire al mondo è diverso e credo che non ci sia mancanza di rispetto più grande verso una città che fingere di essere ciò che non si è, o continuare un percorso senza sentirlo davvero proprio.
Questa non è una rinuncia al mio amore per questa terra, né al desiderio di contribuire al suo bene. È, al contrario, un atto di rispetto”.

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