Aree interne siciliane, esteso il protocollo d’intesa a Confindustria e Anci Sicilia
Si rafforza il percorso istituzionale e sociale per il rilancio delle aree interne della Sicilia. È stata siglata oggi l’estensione del protocollo d’intesa sullo “Sviluppo delle aree interne della Sicilia” a Confindustria Sicilia e Anci Sicilia, che entrano ufficialmente nel partenariato già costituito da Cisl Sicilia, Conferenza Episcopale Siciliana e Università Kore di Enna. L’intesa è tappa del percorso già avviato nei mesi scorsi Cisl Sicilia, Cesi e Università Kore, culminata in un convegno svoltosi a Enna il 15 aprile scorso, durante il quale era emersa la necessità di coinvolgere stabilmente nel protocollo anche le rappresentanze delle imprese e degli enti locali. L’accordo rappresenta un passaggio strategico perché introduce un approccio metodologico condiviso e una piattaforma comune di analisi e confronto finalizzata alla definizione di una strategia organica per il rilancio delle aree interne dell’isola. Si mettono insieme infatti, in una visione unitaria, le esigenze e le istanze del mondo delle imprese, del sindacato, del sociale, degli enti locali e del sistema universitario, con l’obiettivo di costruire politiche territoriali realmente efficaci e sostenibili. Il protocollo punta a sviluppare un modello di governance territoriale fondato su studio, ricerca, ascolto delle comunità e programmazione condivisa, attraverso un metodo scientifico e multidisciplinare coordinato dall’Università Kore di Enna. Tra gli obiettivi del protocollo vi sono la realizzazione di studi e analisi sulle potenzialità dei territori, il coinvolgimento delle comunità locali, la promozione di tavoli permanenti di confronto tra istituzioni, imprese e parti sociali, oltre al sostegno alla ricerca universitaria sui temi dello sviluppo territoriale. L’estensione a Confindustria Sicilia e Anci Sicilia rafforza ulteriormente il carattere operativo dell’intesa. Confindustria Sicilia contribuirà alla rappresentanza e al coinvolgimento del sistema produttivo regionale, alla raccolta dei fabbisogni delle imprese. Anci Sicilia garantirà invece il raccordo con i Comuni e le amministrazioni locali, a facilitazione dei processi di programmazione territoriale e l’attuazione delle politiche locali coerenti con gli obiettivi del protocollo. “Il protocollo – dichiara Leonardo La Piana, segretario generale della Cisl Sicilia – nasce dalla consapevolezza che le aree interne siciliane non possano più essere considerate periferie marginali, ma debbano diventare una leva strategica per il futuro della Sicilia, valorizzando risorse ambientali, culturali, sociali e produttive. Una sfida che richiede alleanze ampie, capacità di ascolto e una visione fondata su dati, ricerca e progettualità condivisa”. “La firma di questo protocollo d’intesa – afferma Diego Bivona, Presidente di Confindustria Sicilia – rappresenta un passaggio importante: le aree interne possono essere in realtà una risorsa strategica per lo sviluppo economico, sociale e culturale della regione. Questi territori affrontano oggi sfide significative, come lo spopolamento, la denatalità e la migrazione dei giovani verso altre aree. Allo stesso tempo, però, continuano a esprimere un grande valore, fatto di tradizioni, competenze e risorse che possono diventare la base per nuove opportunità di sviluppo. È fondamentale sostenere la trasformazione del tessuto produttivo, puntando su innovazione, sostenibilità e tecnologie digitali, per renderlo più competitivo e attrattivo. La collaborazione tra i vari attori sociali e tra le parti firmatarie sarà decisiva per favorire investimenti, migliorare servizi e infrastrutture e promuovere uno sviluppo equilibrato e inclusivo dell’intera Sicilia”.
“L’estensione di questo protocollo – sottolinea il presidente della Cesi, Antonino Raspanti – rappresenta un segnale importante di responsabilità condivisa verso aree che custodiscono una parte essenziale dell’identità e del futuro della Sicilia ma che oggi rischiano marginalizzazione e spopolamento. Mettere insieme istituzioni, mondo accademico, parti sociali, sistema produttivo ed enti locali significa costruire una visione comune capace di trasformare le difficoltà delle aree interne in opportunità di rinascita. Continuiamo a sostenere un percorso che parte dall’ascolto delle comunità e dei loro bisogni reali, con l’obiettivo di restituire speranza soprattutto ai giovani e rafforzare le condizioni per una vita dignitosa nei territori interni dell’Isola”. Per il presidente dell’Università “Kore”, Cataldo Salerno: “Questo protocollo rafforzato consolida un metodo di lavoro fondato sulla collaborazione stabile tra soggetti diversi ma accomunati dalla volontà di costruire strategie concrete per il rilancio delle aree interne siciliane. Cruciali sono il supporto scientifico, l’attività di ricerca e le analisi multidisciplinari, perché solo attraverso dati, studio e programmazione condivisa è possibile elaborare interventi realmente efficaci. Le aree interne non hanno bisogno di interventi episodici, ma di una visione di lungo periodo capace di valorizzarne risorse, competenze e potenzialità, creando nuove prospettive di sviluppo sociale ed economico”. “Sottoscriviamo con piacere questo protocollo. Come associazione dei Comuni siamo pronti a mettere a disposizione le nostre funzioni e competenze. È evidente che lo spopolamento delle aree interne rappresenta oggi un tema prioritario rispetto a molti altri, una ferita che va rimarginata con investimenti mirati e lungimiranti – dice il presidente di ANCI Sicilia Paolo Amenta -. L’obiettivo è quello di garantire ai cittadini residenti in queste zone gli stessi diritti e le stesse opportunità di chi vive nei centri urbani. Secondo ANCI Sicilia, il rilancio non può prescindere da un potenziamento dei servizi essenziali: dall’Istruzione alla mobilità e al potenziamento delle strutture sanitarie territoriali”. “Dobbiamo dare certezza e sicurezza ai nostri concittadini – continua – Solo così potremo invertire la rotta. ANCI Sicilia si farà promotrice di progetti e iniziative specifiche, analizzando le criticità e mettendo le migliori soluzioni a disposizione del progetto complessivo di rinascita della nostra terra”.
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