Apple Intelligence iOS 27: tutte le novità al WWDC26
Al WWDC26 Apple ha presentato la nuova generazione di Apple Intelligence, e questa volta la lista di novità è abbastanza lunga da meritare attenzione seria. Non si tratta di aggiustamenti marginali: alcune funzioni potrebbero cambiare in modo sostanziale il modo in cui usiamo le app di sistema ogni giorno, dalla fotocamera al browser, fino alla gestione delle password. Il tutto arriverà in autunno con iOS 27, iPadOS 27, macOS 27, watchOS 27 e visionOS 27, mentre da oggi è disponibile per i developer. Forse il cambiamento che abbiamo aspettato fin dalla prima volta che abbiamo sentito parlare di Apple Intelligence.
Vale la pena precisare subito una cosa: l’italiano è nella lista delle lingue supportate, quindi non dovremmo ritrovarci con funzioni bloccate per motivi linguistici. C’è però un’eccezione importante: Siri AI non sarà disponibile inizialmente nell’UE su iOS e iPadOS, il che per noi italiani significa aspettare ancora. Solito copione.
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Foto: si ricompone la scena, non solo il ritaglio
La novità più interessante nell’app Foto si chiama Spatial Reframing: permette di migliorare la composizione di uno scatto già fatto, trascinando l’immagine per cambiare prospettiva come se si fosse spostata la fotocamera nella scena originale.
Non è un semplice ritaglio, ma una ricostruzione delle parti mancanti basata su modelli spaziali. Il risultato, almeno sulla carta, dovrebbe restare coerente con l’originale.
Arriva anche lo strumento Extend, che espande i bordi dell’immagine per raddrizzare un orizzonte storto o cambiare il formato senza perdere il soggetto. Il Clean Up esistente viene potenziato con un’eliminazione delle distrazioni più naturale, anche su scene complesse. Tutte le foto modificate con Apple Intelligence riceveranno un watermark SynthID nascosto, per identificarle come ritoccate con l’AI.
Safari: tab organizzate da sole e monitoraggio delle pagine
Safari acquisisce due funzioni che sembrano banali ma nella pratica possono fare la differenza. La prima è l’organizzazione automatica dei tab per argomento: se stiamo pianificando un viaggio, Safari raggruppa da sola tutte le schede correlate. La seconda si chiama Notify Me e permette di chiedere a Safari di monitorare una pagina web per variazioni specifiche, come il ritorno in stock di un prodotto o un calo di prezzo, con notifica quando rileva il cambiamento.
C’è anche Describe an Extension, che genera estensioni personalizzate per Safari semplicemente descrivendo a parole quello che si vuole fare. Non è chiaro quanto sia affidabile nella pratica, ma l’idea è interessante. Infine, l’app Password può ora aggiornare automaticamente le credenziali deboli navigando in autonomia sui siti e sostituendole con password forti, senza che l’utente debba fare nulla manualmente.
Image Playground diventa fotorealistico (con limiti di utilizzo)
Image Playground smette di produrre solo illustrazioni stilizzate e aggiunge la generazione di immagini fotorealistiche, grazie a un nuovo modello che gira su Private Cloud Compute. Le immagini generate includono automaticamente un watermark SynthID. La modifica delle immagini diventa più intuitiva: basta descrivere il cambiamento, oppure toccare, cerchiare o pennellare un oggetto per spostarlo o ridimensionarlo.
C’è però un dettaglio da non ignorare: la generazione di immagini ha limiti di utilizzo giornalieri perché si appoggia a server remoti. Chi vuole accesso esteso dovrà avere un piano iCloud+. Questo vale anche per le telecamere HomeKit compatibili con Apple Intelligence.
Insomma, alcune delle funzioni più potenti sono di fatto legate a un abbonamento.
Siri AI, Messaggi, Calendar e le novità di sistema
La nuova Siri AI è descritta come un assistente completamente rifatto, con una propria app dedicata, capacità di ricerca trasversale su messaggi, email e foto, e la possibilità di agire nelle app. Come detto, in Europa su iPhone e iPad non arriverà subito, ma sarà disponibile su Mac, Apple Watch e Apple Vision Pro.
Nell’app Messaggi arrivano suggerimenti con un tocco basati sul contesto della conversazione, inclusa la ricerca di foto pertinenti nella libreria. In Mail, le risposte intelligenti attingono allo stile di scrittura personale dell’utente. La funzione Call Context mostra informazioni rilevanti durante una telefonata a un’azienda, come un codice di prenotazione trovato nelle email, elaborando tutto sul dispositivo senza condividere nulla con Apple. In Calendar basta descrivere un evento per aggiungerlo o modificarlo.
Tra le novità di sistema segnaliamo anche Describe a Shortcut per creare automazioni a voce, miglioramenti all’app Home per le telecamere con descrizioni video generate dall’AI, e aggiornamenti all’accessibilità con VoiceOver più descrittivo e Voice Control più intuitivo.
Il tutto gira su una nuova architettura di Apple Foundation Models sviluppata in collaborazione con Google e i suoi modelli Gemini, con elaborazione sia on-device che su Private Cloud Compute. Craig Federighi, vicepresidente senior dell’ingegneria software, ha dichiarato: “Truly helpful AI must be centered on our users’ needs, deeply integrated into the products they rely on every day, grounded in personal context, and built with privacy at every step.”
Apple Intelligence funzionerà su iPhone 16 e successivi, iPhone 15 Pro e Pro Max, iPad con chip M1 o superiore, Mac con M1 o superiore, Apple Watch Series 10 e Ultra 2 o successivi. Chi ha un iPhone compatibile con iOS 27 ma non rientra in questi requisiti hardware resterà fuori dalle funzioni AI più avanzate, il che è un limite concreto da tenere a mente prima di aggiornare con aspettative alte.
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