Apple aumenta i prezzi di Mac e iPad: colpa della RAM
Brutta notizia per chi stava rimandando l’acquisto di un Mac o di un iPad: Apple ha confermato ufficialmente che i prezzi dei suoi prodotti sono destinati ad aumentare. La causa è la carenza di RAM, un problema che sta entrando davvero nel concreto oggi e che già colpisce le aziende più piccole. Presto colpirà anche Apple.
Tim Cook lo ha detto senza giri di parole in un’intervista al Wall Street Journal: “Purtroppo gli aumenti di prezzo sono inevitabili”. Ha aggiunto che Apple ha cercato di fare da scudo ai propri clienti, assorbendo i rincari imposti dai produttori di memoria, ma che la situazione è diventata insostenibile.
Cook ha puntato il dito in particolare sul mercato delle DRAM, spiegando che una quota crescente della produzione viene dirottata verso le memorie ad alta larghezza di banda (HBM) usate nei server per l’intelligenza artificiale. Risultato: meno offerta per i dispositivi consumer, a fronte di una domanda invariata.
“I produttori di memoria ci stanno trasferendo aumenti enormi”, ha dichiarato, “e abbiamo assolutamente bisogno che i prezzi e l’offerta tornino a livelli ragionevoli per i prodotti consumer”. Non certo una novità. Piuttosto una sgradita conferma.
Cook non ha fornito dettagli su tempistiche, entità degli aumenti o quali prodotti saranno colpiti per primi. Quello che sappiamo è che il Mac mini ha già subito un ritocco indiretto: Apple ha eliminato la configurazione base da 256 GB di storage, facendo salire di fatto il prezzo d’ingresso senza modificare formalmente i listini. Un metodo collaudato, ma che stavolta potrebbe non bastare.
Secondo la fonte, Mac e iPad potrebbero essere i primi a vedere aumenti espliciti, anche prima del ciclo di lancio autunnale. Chi invece punta a un iPhone 18, almeno per il modello base, potrebbe essere più fortunato: alcune indiscrezioni suggeriscono che Apple stia cercando di contenere i prezzi proprio sulla gamma iPhone.
Per fare questo però potrebbe rimandare il lancio al 2027.
Vale la pena ricordare che tutto questo avviene mentre Apple ha appena lanciato il MacBook Neo con soli 8 GB di RAM, una scelta già contestata al momento dell’annuncio e che ora suona ancora più stonata: se i prezzi saliranno comunque, quella scarsità di memoria difficilmente si giustifica con un risparmio che non vedremo.
Il contesto ha anche un risvolto di governance: Cook ha rilasciato queste dichiarazioni a pochi mesi dal passaggio di consegne a John Ternus, che diventerà CEO il 1° settembre. Sarà quindi il suo successore a dover gestire operativamente questi aumenti e le reazioni del mercato.
Se state valutando un MacBook Pro o un iPad di fascia alta, il consiglio è di non aspettare troppo: bloccare il prezzo attuale potrebbe rivelarsi la mossa più intelligente dei prossimi mesi.
Source link




