Anziana disabile morì precipitando dalle scale della Rsa, assolto l’infermiere a la responsabile della struttura

Si è concluso con una assoluzione il processo che vedeva sul banco degli imputati, accusati di omicidio colposo, un infermiere 33enne e la responsabile di una casa di riposo di Rimini finiti a giudizio per la morte della 76enne Maria Rosaria Onorati deceduta nella struttura dopo essere precipitata dalle scale con la sua sedia a rotelle. Il dramma si era consumato nel luglio del 2023 quando la vittima, affetta da demenza senile e impossibilitata a camminare, era stata fatta alzare dal letto e poi accomodata sulla sedia a rotelle in attesa di trasportarla in un’area comune insieme agli altri ospiti. Lasciata momentaneamente sola, all’improvviso intorno alle 15 al secondo piano era risuonato un forte rumore e gli addetti si erano precipitati nel corridoio in tempo per vedere la 76enne rovinare lungo le scale da dove è precipitata.
Soccorsa dai sanitari della struttura, che aveva dato l’allarme al 118, era intervenuto anche il personale di Romagna Soccorso ma per l’anziana non c’era stato nulla da fare e il medico aveva solo potuto dichiararne il decesso. Presso la residenza socio sanitaria Quisisana era intervenuto il personale della Squadra Mobile della Questura di Rimini per i rilievi di rito e, della morte, era stato informato il pubblico ministero di turno Luca Bertuzzi.
Per il decesso erano stati rinviati a giudizio l’infermiere, difeso dall’avvocato Gian Paolo Colosimo, e e la responsabile della Rsa, assistita dall’avvocato Eleonora Ciliberti del foro di Milano. Nella sua sentenza il gup del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per il primo, che è stato prosciolto in quanto gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna. La responsabile, giudicata con rito abbreviato, è stata assolta perché il fatto non sussiste, associandosi in questo senso anche le conclusioni della pubblica accusa. Gli eredi dell’anziana, in qualità di parti offese nel procedimento e difesi dall’avvocato Giuliano Renzi, erano in precedenza stati risarciti del danno dalla compagnia assicurativa della struttura.
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