Sport

Antonelli e Sinner, numeri uno da difendere: le strategie

Kimi e Jannik, due amici, due italiani in vetta a sport popolari e amati ovunque nel mondo, come Formula Uno e tennis, due primati da difendere da qui alla fine dell’anno. Il parallelo tra Antonelli e Sinner ovviamente non è perfetto: la F1 è uno sport in cui ogni anno si corre un campionato diverso, con un inizio e una fine, e si assegna il titolo di campione del mondo, che resta scritto per sempre nella storia della F1. Nel tennis, invece, le classifiche non hanno limiti temporali e non garantiscono trofei: i risultati dell’anno prima contribuiscono a determinare le posizioni di quello successivo, in un flusso continuo che non dà tregua agli atleti, e comunque i titoli contano più dei numeri, anche in termini di premi vinti e di contratti firmati: Sinner comanda ancora il ranking Atp, ma nel 2026 ha vinto un solo Slam, a Wimbledon, mentre Zverev, n.2, ha conquistato il Roland Garros e gli Us Open. Insomma, Antonelli vede un approdo sicuro, il titolo mondiale, Sinner naviga in testa ma non ha un porto in cui terminare il suo viaggio (oltre che un infortunio da smaltire).

Antonelli, una stagione da dominatore

Dopo la vittoria in Spagna, Kimi Antonelli guida il mondiale piloti con 292 punti, 81 più del compagno di teami George Russell (211) e 101 più del ferrarista Lewis Hamilton, quando dovrebbero mancare otto gare alla fine della stagione, con le probabili cancellazioni dei Gp arabi e l’inserimento di Imola. Kimi ha contagiato con la sua italica scaramanzia l’anima tedesca del team Mercedes ma è veramente difficile pensare che il titolo possa sfuggirgli: “Più di un rivale in pista ci preoccupa l’affidabilità”, ha detto il team principal, Toto Wolff. Russell, con la stessa macchina di Antonelli, in questa stagione è stato schiacciato dal confronto: otto vittorie per l’italiano, due per il britannico. Per rientrare in corsa Hamilton, che a Madrid ha rimediato il primo ritiro della stagione, dovrebbe ottenere un filotto di ottimi risultati ma guida una monoposto che in questo momento appare inferiore alle Mercedes e alle McLaren, come pure alla Red Bull di Verstappen, che porta al team il suo grande valore aggiunto. Nel paddock non ci si chiede più “se” ma “quando” il bolognese vincerà il Mondiale. Potrebbe farlo già tra tre gare, più probabilmente concluderà la pratica in cinque Gp. La sostanza cambia poco: a 20 anni diventerà il più giovane campione del mondo della storia della Formula Uno.

Sinner, una stagione in sofferenza

Il numero uno nella classifica Atp di Sinner è blindato fino a metà ottobre, ossia fino alla finale del Master 1000 di Shanghai (18 ottobre). Adesso l’azzurro ha 11.500 punti, mentre Alexander Zverev, dopo il successo agli US Open, è a 9.690: il tedesco deve recuperare 1.810 lunghezze. Se Sascha vincesse i due tornei cinesi (Pechino e, appunto, Shanghai) lo scavalcherebbe per 90 punti. Da qui in poi Jannik avrà molti più punti da difendere del rivale, per l’ottimo finale della scorsa stagione, ma l’incognita è legata soprattutto alle sue condizioni: Sinner – che al Roland Garros perse con Juan Manuel Cerundolo per un impressionante crollo fisico – non gioca un match ufficiale dalla finale vinta a Wimbledon, il 12 luglio, per l’infortunio al ginocchio in parte ancora avvolto nel mistero. Il primo torneo a cui si è iscritto è quello di Pechino, che inizia il 30 settembre. Due mesi e mezzo di stop che fanno nascere inevitabili domande sullo stato di forma in cui si presenterà al momento del ritorno nel circuito.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »