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>>>ANSA/L’Ue ai 27, ‘attuare misure per ridurre la domanda di energia’ – Altre news

(di Fabiana Luca)
Tagli ai consumi elettrici nelle
ore di punta, riscaldamenti più bassi negli edifici pubblici e
luci “non indispensabili” spente durante la notte. A distanza di
pochi mesi dall’ultimo monito, Bruxelles torna a incalzare i
Ventisette Ue ad adottare misure volontarie per ridurre la
domanda di gas ed elettricità “per tutto il tempo necessario” a
far fronte in tal modo “a una crisi dei prezzi” dell’energia
trainata dalle tensioni in Medio Oriente.

   
Di fronte a un quadro di offerta globale “limitata e di
un’elevata volatilità dei prezzi”, Bruxelles vede, ancora una
volta, nella riduzione volontaria della domanda di energia una
via da percorrere per “contribuire a contenere i prezzi”. E in
una lettera ai ventisette ministri Ue dell’energia, incluso
Gilberto Pichetto Fratin, il commissario Dan Jorgensen, ha
incalzato le capitali a mettere in campo misure sulla scia di
quelle adottate nel 2022 nel pieno della crisi energetica
innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. Incoraggiati
voucher energetici e tariffe sociali, aiuti alle industrie
condizionati a interventi di efficienza energetica e incentivi
alla mobilità a zero emissioni. Tra la riduzione del consumo di
elettricità nelle ore di picco, evitare il riscaldamento
all’aperto e spegnere l’illuminazione pubblica non necessaria,
il commissario ha anche avvertito che “qualsiasi misura di
regolamentazione” dei prezzi dell’energia dovrà essere “mirata e
temporanea” da parte dei governi. Un monito che arriva proprio
mentre Bruxelles è ancora in contatto con le autorità italiane
per il via libera al ‘decreto bollette’ sull’introduzione di un
nuovo tetto al prezzo del gas.

   
L’urgenza si legge, evidente, nelle parole di Jorgensen
mentre l’Ue si prepara al nuovo inverno con le riserve di gas
piene poco oltre il 70% della capacità, ancora sotto l’obiettivo
di riempirle almeno all’80% entro dicembre. La lettera ha
raggiunto le ventisette capitali alla vigilia del Consiglio
Energia che vedrà i ministri confrontarsi a Dublino in una
riunione informale. Nessuna decisione è attesa all’ordine del
giorno ma un confronto sui prossimi passi è inevitabile per
affrontare insieme la crisi dei prezzi, non solo del gas ma
anche dei carburanti. Sempre domani si riuniranno gli esperti
della Commissione europea e degli Stati membri nel gruppo di
coordinamento sul petrolio, per valutare lo stato delle
forniture e decidere, se necessario, di spingere la presidenza
irlandese dell’Ue a convocare una riunione straordinaria dei
ministri dei Trasporti nelle prossime settimane, come evocato
dal commissario Apostolos Tzitzikostas nei giorni scorsi.

   
Più in salita appare l’idea di accelerare sulla proposta di
tassare l’elettricità in modo più favorevole rispetto al gas
naturale, avanzata a luglio da Palazzo Berlaymont per abbassare
i prezzi delle bollette. Diverse capitali avrebbero espresso
riserve sull’ipotesi di un intervento di natura fiscale,
evocando invece la necessità di maggiore flessibilità nazionale.

   
Sembra assai probabile, invece, che il tema dei prezzi
dell’energia slitterà in cima all’agenda dei leader al Vertice
europeo del 15 e 16 ottobre, impegnati in un più ampio confronto
sul futuro della competitività dell’Ue.

   

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