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>>>ANSA/Lagarde non esclude l’addio anticipato, possibile terremoto in Ue – Altre news

Lo aveva anticipato il Financial
Times e, nonostante la smentita della diretta interessata, i
rumors a Bruxelles e Francoforte non hanno mai smesso di
circolare: Christine Lagarde potrebbe lasciare la Bce prima
della scadenza dle mandato, prevista ad ottobre del 2027. “E’
una possibilità”, ha ammesso Lagarde in un’intervista a Les
Echos, spiegando che potrebbe servire “una voce europea” nella
campagna per le prossime presidenziali francesi, dove i
macroniani rischiano di essere battuti dalla destra del
Rassemblement Nationale.

   
Ma l’addio anticipato di Lagarde rischi di provocare un
terremoto politico in Ue, dove a gennaio prossimo ci sarà il
cosiddetto Midterm, giro di boa per i Top jobs comunitari. E già
nelle settimane scorse, a Bruxelles, c’era chi non escludeva una
girandola che avrebbe del clamoroso, con Lagarde alla testa
della Commissione e la Bce guidata da Berlino Si tratta, va
sottolineato, di mere indiscrezioni, spesso autoalimentate dal
chiacchiericcio della cosiddetta ‘bolla’ brussellese. Il punto,
in ogni caso, è che un eventuale addio anticipato di Lagarde
darebbe il là alla corda per la successione, più delicata che
mai in un periodo in cui l’Ue e l’euro navigano tra i balzi
dell’inflazione e le conseguenze della guerra in Ucraina e della
crisi in Medio Oriente. Secondo Lagarde “il capitano della nave
Bce deve rimanere a bordo” in questo “periodo di turbolenze”.

   
Tuttavia, interrogata su un’eventuale dimissione anticipata,
Lagarde ha risposto: ‘È possibile. Penso che una voce europea
debba farsi sentire nel dibattito presidenziale francese’.

   
Domani Lagarde è attesa in Provenza per gli ‘incontri
economici’, ai quali partecipa anche il presidente del Consiglio
europeo Antonio Costa. E sull’appuntamento si accenderanno più
fari del previsto. Nel febbraio scorso, prima dello scoppio
della guerra all’Iran, “potevo dire con un certo sollievo che la
missione era compiuta, che avevo 70 anni e che, alla fine,
potevo forse andare in pensione un po’ in anticipo” aveva
affermato a metà giugno la presidente della Bce dando il là alla
ridda di voci sul suo futuro. Ma, allo stesso tempo, Lagarde
aveva spiegato che di fronte al ritorno dell’inflazione, “ho un
senso del dovere e ritengo che quando c’è una tempesta, il
capitano rimane a bordo” . La sua attenzione per il futuro della
Francia, tuttavia, non l’ha mai nascosta. “Realizzare
l’obiettivo e consegnare le chiavi di una banca centrale
europea che abbia garantito la stabilità dei prezzi per i nostri
concittadini è l’imperativo numero uno. L’imperativo numero due
è la protezione della nostra moneta, affinché l’euro sia
stabile, sicuro, una moneta rispettata, una moneta forte nel
mondo, visto che oggi è la seconda valuta internazionale. Il
terzo imperativo è quello di cui le parlavo prima: l’ancoraggio
della Francia all’interno dell’Unione Europea”, aveva spiegato.

   

   

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