Annegò la figlia neonata nel water: condannata a 16 anni

Dopo due ore di camera di consiglio i giudici oggi 25 marzo hanno condannato Melissa Machado Russo, 29 anni ballerina italo brasiliana, alla pena di 16 anni. Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre del 2024 nell’appartamento sopra il night club “Serale” dove prestava servizio, la donna ha partorito la sua bimba e l’ha contestualmente uccisa annegandola nel water. Dalla ricostruzione dell’accaduto la donna avrebbe fatto tutto in autonomia. Insomma è stata definitivamente esclusa la complicità di terzi. Pur in dolce attesa la donna ha proseguito nella sua attività di “accompagnatrice” ballerina senza mai fermarsi. L’esito dell’autopsia effettuato dopo il rinvenimento del corpicino ormai privo di vita ha messo in luce come la bimba della ballerina sarebbe nata viva per poi morire annegata.
Oggi nel primo grado di giudizio è arrivata la pena a 16 anni di reclusione. La donna, ai domiciliari in Puglia a casa dei familiari, è stata sottoposta ad una perizia psichiatrica che non ha evidenziato criticità, mostrandone una capacità di intendere e volere. Insomma quando nell’ottobre del 2024 ha deciso di sbarazzarsi della sua creatura, l’ha fatto pienamente lucida. Alla luce della pena di 16 anni ha influito il fatto che comunque la donna al momento dei fatti stava vivendo una situazione critica personale, con il figlio frutto di un rapporto sessuale con una persona che di fatto non frequentava. Alla luce di questo quadro degradante il titolare del fascicolo di indagine, pubblico ministero Sergio Dini aveva deciso per lei la pena di 14 anni che oggi sono diventati 16 al termine della camera di consiglio.
Che fosse accaduto qualcosa di grave e che la donna ci fosse dentro fino al collo i carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco coordinati dal capitano Giacomo Chimienti, del nucleo investigativo di Padova del tenente colonnello Enrico Zampolli e la supervisione del Reparto operativo del tenente colonnello Gaetano La Rocca, avevano ben pochi dubbi. Contestualmente si è subito capito che, pur essendo le colleghe di lavoro a conoscenza dei fatti, nessuno l’aveva aiutata nel suo progetto criminale. Nell’immediatezza dei fatti al night club “Serale” prontamente sequestrato sono stati ascoltati numerosi testimoni che avrebbero confermato come la ballerina nonostante la gravidanza, proseguisse nella propria attività di accompagnatrice ballerina.
Source link




