Marche

Ancona investe più di mezzo milione, Macerata spende un quinto. Ecco la classifica

ANCONA «Fuori tutto è magnifico», cantava qualche anno fa Francesca Michielin. Grande attesa quest’anno per il Capodanno anconetano, dove la cantante sarà l’artista di punta. E, almeno nelle intenzioni, magnifico vorrebbe esserlo anche il Natale marchigiano, che pure non si somiglia mai: da capoluogo a capoluogo, da città a città, c’è chi ha scelto di accendere le feste con investimenti record e chi, al contrario, ha puntato su formule agili e diffuse, lavorando con budget più contenuti.

La spesa

Per un’Ancona che Brilla, la giunta Silvetti ha messo in campo circa 545mila euro: 245mila per luminarie e installazioni – dalla volta celeste di corso Garibaldi ai cento alberi del Viale, fino alla cometa del Passetto – e 300mila per eventi, sicurezza e Siae, e il concertone di Capodanno con la Michielin. «Il Natale del capoluogo è una certezza, abbiamo valorizzato e aggiunto ogni anno un pezzo nuovo, diverso, rendendolo diffuso», ha detto l’assessore ai Grandi Eventi di Ancona, Angelo Eliantonio.

Luminarie in ogni quartiere per non escludere nessuno ed eventi per sostenere i commerciati. Per il 31 dicembre, «l’ambizione è quella di creare una serata all’altezza di un Capodanno delle Marche». Parola del capoluogo di regione, che tra l’altro, beneficia di 40mila euro di contributi regionali e 70mila di sponsor privati. Subito dietro c’è Fermo con un Natale da 194mila euro. Ma solo se si parla di capoluoghi di provincia. Perché a investire in grande è anche San Benedetto del Tronto, che con 350mila euro complessivi – 150mila per lo Sbt Christmas Village, 100mila per luminarie e videomapping e altri 100mila per eventi – supera tutti tranne Ancona.

E Senigallia, che quest’anno ha puntato tutto sulle luminarie (287mila euro) che con lo show di Orietta Berti porta le spese natalizie a più di 300mila euro. «Per noi è ormai una seconda estate turistica – sottolinea il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro – l’anno scorso abbiamo superato i mille ingressi al giorno nei musei, per l’Immacolata sappiamo già che arriverano 30 camper dal Pesarese. È una spesa che vale ogni euro investito». Musica anni ’70-’90 per chiudere il 2025, Concerto della Form, teatro e musei aperti: per il fermano le Feste sono un intreccio tra cultura e spettacolo. Sarà invece un Natale lontano dallo sfarzo degli ultimi anni per Pesaro (139mila euro più una sponsorizzazione da 4mila euro dell’Avis): il sindaco Andrea Biancani per rimettere in equilibrio il bilancio ha dovuto stringere la cinghia, puntando su un modello essenziale ma capillare. Il palinsesto conta comunque 130 eventi in sei weekend tra videomapping e trenino quotidiani, mercatini riorganizzati, pista di pattinaggio in piazzale Lazzarini – dove spicca la contestata statua di Pavarotti – e area bimbi in piazzale Collenuccio.

La sobrietà

Chiude l’ampio cartellone il Capodanno gratuito in piazza del Popolo con “Remember Disco Dance”. Nella fascia più sobria, con una spesa di 100mila euro: Macerata con una Natale tradizionale di luminarie, albero in piazza, mercatini e dj set per l’ultimo dell’anno; e Ascoli. «Il fulcro è il villaggio di Natale in piazza Arringo con la pista di ghiaccio – spiega il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti – quest’anno ospitiamo anche il Galà dello sport, che ha valenza nazionale perché Ascoli è Città europea dello sport 2025». Il Capodanno in piazza sarà con gli Zero Assoluto, ma gli eventi saranno diffusi. «Volevamo un’offerta all’altezza di chi sceglie di passare qui le vacanze», dice Fioravanti. Il resto delle Marche annuisce.




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