Marche

Ancona, autisti sotto assedio, l’appello dei sindacati: «Più Daspo sui mezzi»


ANCONA – Sette pagine per ricordare una cosa che dovrebbe stare in una riga: «Un autista deve guidare». Se invece deve anche capire chi ha bevuto, chi salirà senza biglietto e chi è pronto a passare dalle parole alle mani, allora il problema non è più il trasporto pubblico. È ordine pubblico. Dopo l’aggressione di mercoledì al conducente del bus 1/4 (appena un mese dopo da quella avvenuta il 20 luglio sulla navetta per Portonovo), la Rsu di Conerobus ha scritto al prefetto Maurizio Valiante e al questore Cesare Capocasa, mettendo in copia sindaco, Regione e azienda. In fondo c’è la firma del coordinatore Simone Ciavattini. L’oggetto è già un allarme: «richiesta urgente di intervento e di rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo».

 E dentro una frase che chiude il dibattito: «Non siamo più di fronte ad episodi occasionali». Per la Rsu, chi aggredisce un autista o un verificatore non colpisce soltanto un lavoratore, ma il servizio pubblico e quindi la comunità.

Le testimonianze

Conerobus, scrive la Rsu, la sua parte l’ha già fatta. Da circa due anni affianca ai verificatori personale di una società specializzata per il controllo dei titoli di viaggio e ha sostenuto «spese ingenti», mentre il bilancio è già «particolarmente gravato». Conerobus non può usare le proprie risorse economiche per sostituirsi alle forze dell’ordine. Può controllare i biglietti, contrastare l’evasione, formare i dipendenti. Non può «garantire da sola l’ordine e la sicurezza pubblica». Per questo la richiesta a Prefettura e Questura è di convocare un tavolo urgente con aziende del Tpl, sindacati ed enti locali, individuare linee, fermate e fasce orarie più esposte e rafforzare lì la presenza delle forze dell’ordine. Francesco Coppari, autista, quella mappa del rischio potrebbe disegnarla a memoria. «La sera sull’urbano di Ancona la situazione è molto delicata, quasi critica. A volte abbiamo paura: se quello davanti ha un coltello, una bottiglia rotta, una mazza?». Sull’extraurbano, con meno corse, la tensione è più contenuta: «Tra Osimo e Castelfidardo ci sono state situazioni difficili, la domenica verso l’Auchan spesso ci sono problemi. Sta peggiorando tutto, non solo sull’autobus. Manca l’educazione civica».Fabiano Falappa la mette ancora più corta: «Siamo da soli, loro in gruppo». Qualche settimana fa, racconta, un passeggero sull’urbano di Ancona era arrivato fin dentro il posto guida. Non sono neppure sempre le stesse facce. «Sono tanti», dice. E il problema non aspetta il buio.

Le richieste

Dopo quell’episodio erano stati rafforzati i controlli notturni. Solo che la maleducazione non timbra il cartellino. «Succede anche di giorno. Salgono, non pagano e se gli chiedi il titolo di viaggio non sai come reagiscono», continua Falappa. La sera si aggiungono alcol, birre aperte, bicchieri. «La signora che è intervenuta l’altra sera per aiutare il collega è stata minacciata». La Rsu chiede anche di valutare strumenti che impediscano a chi si rende responsabile di gravi violenze di continuare a utilizzare indisturbato il servizio pubblico, fino a specifiche misure interdittive sul modello di quelle già previste in altri ambiti. Il daspo urbano per i mezzi pubblici, in realtà, esiste già. Perché, scrive Ciavattini, «la prevenzione deve venire prima dell’aggressione».




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