Anche il vicario del Papa sta con gli “okkupanti” di Spin Time (e cita il Buon samaritano) – Il Tempo

La vicenda di Spin Time si avvia alle battute finali con un epilogo che, tutto sommato, non sembra scontentare troppo i leader dell’occupazione abusiva. Le circa 130 famiglie che vivevano nell’edificio fino all’incendio del 29 luglio avranno, infatti, una casa popolare entro sei mesi e già oggi sono previsti i primi trasferimenti in sistemazioni «temporanee» (ma sulle strutture che si sono rese disponibili c’è ancora riserbo). E poi il Campidoglio ha già pronto il «contentino» per il centro sociale, che potrebbe spostarsi al Circolo degli Artisti. Niente male, dopo avere occupato un palazzo per 13 anni. Si può andare oltre? Forse no. Perché mentre ieri sui social Spin Time ha promesso battaglia sui social, rivolgendosi al fondo proprietario dell’immobile («Investire pagherà. Non finisce qui»), si è alzata a sorpresa anche la voce del cardinale vicario del Papa per la Diocesi di Roma, Baldassarre Reina, presenza fissa ai tavoli in Prefettura sullo Spin Time.

Da un lato ieri monsignor Reina è parso voler marcare le distanze dalla politica («In tanti si sono chiesti se vi sia stata un’attenzione della Chiesa e, in caso, in quale direzione. Come se la promozione della fraternità e dell’amicizia sociale dovesse avere per forza di cose un colore politico o un’appartenenza ideologica»). Dall’altro ha reso chiarissima la posizione della Chiesa di Roma: «Ancora una volta si è resa visibile la parabola del buon Samaritano – ha dichiarato – c’è qualcuno che viene lasciato a terra, e ci sono tanti che passano oltre facendo le proprie valutazioni». Poi un’altra citazione dal Vangelo: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,40)». Frasi destinate a pesare. Perché secondo monsignor Reina sarebbe «sbagliato archiviare la vicenda Spin Time con il solo sgombero del palazzo. Questa città affronta un problema serio: il rischio di perdere l’anima che da sempre costituisce la sua vera identità».
Un ulteriore monito si è aggiunto in giornata dalle Nazioni unite: «Le autorità italiane – ha scritto su X il relatore speciale Onu per il diritto all’abitare, Koldo Casla – devono trovare una soluzione abitativa a lungo termine per questa comunità». Nessun cenno alle 17.689 persone iscritte alla regolare graduatoria per le case popolari, che un tetto lo aspettano senza saltare la fila. A proposito: il bando in vigore è del 2012, quando Gianni Alemanno era sindaco. La giunta Gualtieri invece finora ne ha solo annunciato uno nuovo. Ecco, archiviata la vicenda Spin Time – Vaticano e Onu permettendo – sarebbe ora di mettere la graduatoria in cima alle priorità. Sul punto incalza il consigliere municipale di Fratelli d’Italia Marco Palma, che su Spin Time ha già inviato un esposto ad Asl e Corte dei conti. «Lancio la proposta di istituire il comitato dei 17.000 in graduatoria – ha dichiarato il consigliere, denunciando che – Da qualche anno, il “sistema” dei Movimenti per la casa e delle occupazioni ha sostituito la legalità».
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