Analisi della sconfitta e riorganizzazione del partito. Così il Pd di Arezzo pensa al futuro

La riunione si è conclusa con la promessa di rivedersi a settembre. Sarà allora che tutte le questioni, già ampiamente buttate sul tavolo, dovranno necessariamente essere affrontate. E questo non solo in virtù di quell’intento unitario a cui la stessa segretaria Schlein ribadisce di essere “ostinatamente legata” ma, anche, perché all’orizzonte ci sono importanti scadenze elettorali.
Il 2027 infatti sarà l’anno in cui Anghiari, Sansepolcro e Montevarchi – tutti capoluoghi governati da coalizioni di centro destra – dovranno eleggere il nuovo sindaco. Scadenza che vale anche per Civitella in Valdichiana, roccaforte di centro sinistra da difendere. Per non parlare poi delle politiche anch’esse in calendario per la prossima primavera. Banchi di prova cruciali per il Partito Democratico che, all’indomani della batosta elettorale costatagli il governo del capoluogo, ha avviato un necessario dibattito interno.
Ieri sera, 31 luglio, si è svolta la prima direzione Direzione provinciale del Partito Democratico. L’incontro, come fatto sapere dai dem si è aperto alle 21 e si è concluso a mezzanotte, nei tempi previsti. “Apprezzata la relazione della segretaria provinciale Barbara Croci – scrivono in una nota stampa dal Pd – che si è conclusa con proposte concrete che recepiscono le istanze di ripartenza dei documenti inviati da 7 unioni comunali del territorio. Nessun intervento contrario e disponibilità di alcune unioni comunali a rinforzare l’esecutivo provinciale. Gratitudine e stima per Vincenzo Ceccarelli sono stati espressi da tutti gli intervenuti. La direzione termina con l’intervento dell’assessore Filippo Boni”.
Ed è ancora dalla segreteria provinciale che viene spiegato come “dopo la pausa di ferragosto parte il lavoro di riorganizzazione e rilancio del partito provinciale, poi ci sarà un nuovo appuntamento della direzione. Tra le proposte l’allargamento della segreteria con il protagonismo delle 4 vallate e dei giovanissimi iscritti, anche nell’esecutivo per nuove progettualità, il raccordo stretto con sindaci e rappresentanti regionali, un’analisi da affidare a istituti di ricerca e università sull’evoluzione dei dati elettorali e della società aretina negli ultimi 15 anni caratterizzati dalle sconfitte nel capoluogo e crescenti difficoltà del centrosinistra, e poi una conferenza programmatica e organizzativa entro l’autunno. Un lavoro di riorganizzazione territoriale e approfondimento su temi prioritari utile anche per i prossimi comuni al voto”.
Dunque mal di pancia interni passati? Vedremo. Sì perché, soltanto qualche settimana fa, sette dei 16 circoli comunali di Arezzo città avevano espresso la loro perplessità per la scelta di Alessandro Caneschi come capogruppo in consiglio comunale esternando, di fatto, dei malumori interni che poco si conciliano con gli intenti unitari. Posizioni critiche arrivate nel tempo anche dai circoli provinciali – Montevarchi, Cortona e Bibbiena tra i più critici – nei confronti dell’attuale dirigenza provinciale. Insomma, un dibattito più che mai aperto che, necessariamente, avrà bisogno di tempo e spazio per svilupparsi e trovare una sintesi condivisa.
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